Quattrocento aziende chiedono di non chiudere

Prefettura di Como

Gli ultimi settori che devono sospendere le attività hanno tempo fino a domani. Si tratta di un tempo concesso per completare le lavorazioni in corso. Intanto quasi 400 aziende comasche hanno già presentato alla Prefettura la richiesta di non interrompere l’attività produttiva, in base a quanto previsto dall’ultimo decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte. «La priorità è garantire le norme di sicurezza», precisa in una nota la Prefettura dopo un confronto in videoconferenza con i responsabili delle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil.
Il vertice si è tenuto per concordare le modalità di esame delle comunicazioni inviate dalle aziende rimaste aperte e che devono e possono proseguire l’attività alla luce di quanto previsto dal decreto.
Prefettura e parti sociali hanno stabilito le priorità da attribuire alle caratteristiche delle imprese.
Non vengono concesse deroghe naturalmente a chi non può garantire il rispetto del protocollo che regola le misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro.
In caso di mancato rispetto delle norme, la stessa Prefettura valuterà la sospensione dell’attività produttiva.
«Con le organizzazioni sindacali – conclude la nota – abbiamo condiviso l’opportunità di un puntuale scambio di informazioni, in modo da procedere a una valutazione celere ma attenta delle comunicazioni pervenute, pur a fronte della loro consistenza numerica, visto che sono già 392 quelle acquisite agli atti fino ad ora».

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