Quei Pink Floyd “comaschi” al centro della polemica

concerto di Roger Waters

Sempre a litigare, come a metà anni Ottanta. Al centro della discussione stavolta c’è l’album del 1977 “Animals”, uscito in piena era punk e primo caposaldo della supremazia di Roger Waters nei Pink Floyd. Proprio il bassista andatosene dal gruppo sbattendo la porta nel 1984 e in procinto di scrivere le sue verità sulla band in una attesissima autobiografia rivendica che sulla copertina della ristampa di “Animals” con nuovo audio a 5 canali e remix stereo programmata già per il 2018 e non ancora uscita (ma ne ha svelato in anteprima la cover) sono state tolte note di copertina, che a suo dire certificherebbero il suo ruolo di leader a quell’epoca nella band.
Il chitarrista David Gilmour, che quelle note proprio non le vuole in copertina, è stato tirato in ballo da Waters in un velenosissimo video e accusato di voler censurare la verità. Tanto che ha impedito che Waters ne scrivesse sui social della band. Ha dovuto usare il suo. A stretto giro di post Gilmour ha risposto per le rime.
Certo, la ristampa di un album in cui si sentono latrare cani e belare pecore e cinguettare uccellini riguarda solo i fans più sfegatati del gruppo. Ma “Animals” è un album fondamentale, dice la critica, perché prepara quello che verrà dopo, ossia la svolta politica e la critica sociale che animerà due anni dopo “The Wall”.
I collezionisti sanno che fin dagli anni ’60, e per almeno un paio di decenni, il grande rock è stato “confezionato” in riva al Lario. La stampa delle ormai storiche copertine dei 33 giri infatti era spesso opera di due tipografie comasche, le Grafiche Dotti di Cernobbio, che brevettarono anche alcuni packaging curiosi, e la Grafica Centonze di Como.
In quegli anni la Emi Italiana stampava idischi nella sua stamperia a Caronno Pertusella, vicino Varese. Ed ecco entrare in gioco la Grafica Centonze di Como, artefice della stampa della copertina dell’antologia floydiana Masters of Rock. Alle Grafiche Dotti si devono la stampa della confezione di Zabriskie Point, colonna sonora dell’omonimo film di Michelangelo Antonioni con brani del quartetto, e dell’acclamato Wish You Were Here nelle ristampe dal 1978. Le Grafiche Dotti compaiono anche nella quarta ristampa, quella del 1981, dell’album del 1977 Animals (numero di catalogo 3C 064-98 434) in cui come detto dominano maiali, cani e pecore tra schitarrate epiche di David Gilmour e satiriche sferzate antisistema.

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