Quel ramo del lago di Twitter

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Letteratura e informatica – Il social network emergente si appresta a incontrare il capolavoro di Alessandro Manzoni

La “twitteratura” non esiste. È con un paradosso che due anni or sono il sito Internet www.twitteratura.it si è affacciato con successo sul mondo dei social network.
Un’avventura nel mondo in costante metamorfosi del web che ha visto crescere di giorno in giorno non solo i followers, ossia chi segue i messaggi pubblicati e i loro autori, ma anche le vendite dei libri “connessi”.
E ora si punta al lancio o meglio al rilancio sulla piattaforma di Twitter di un classico per antonomasia, il grande Alessandro Manzoni, con i suoi

Promessi sposi da celebrare con i 140 caratteri tipici del social network in questione.
Paolo Costa, che è docente di Comunicazione Digitale e Multimediale all’Università di Pavia, è l’ideatore e fondatore del progetto insieme con Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo.
Il professor Costa, ripercorrendone le tappe, non nasconde la gradita sorpresa: «Il testo originale da cui si è partiti ha stimolato infinite riscritture, una concatenazione di commenti sui cui si è stratificata una comunità di utenti sempre più affezionati».
Professor Paolo Costa, spiega il “paradosso”?
«La “twitteratura” non esiste, esiste invece la possibilità di divulgare grandi contenuti sfruttando le potenzialità di una piattaforma planetaria come Twitter: immediatezza, rapidità, sintesi. L’idea è partita dal desiderio di stimolare la lettura e poi creare dibattiti, far scaturire idee, sensazioni, immagini. Centinaia, anzi, migliaia di persone si sono attivate per leggere insieme un’opera della letteratura italiana. La cosa sorprendente è stata che alcune case editrici ci hanno raccontato di aver dovuto ristampare certi titoli sull’onda del coinvolgimento creato da www.twitteratura.it».
I testi e gli autori che avete preso in considerazione non sono per nulla scontati: “Esercizi di stile” di Raymon Queneau, “La Luna e i Falò” e “I dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese, “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini…
«“I dialoghi con Leucò” è proprio uno di quei titoli che in libreria non c’erano più. In effetti è un’opera difficile, ma mi ha colpito l’osservazione di una nostra lettrice: “Se fossi andata a un convegno su Cesare Pavese non sarei stata affatto stimolata a leggerli, con lo scambio di tweet invece li ho riletti ben cinque volte!”. Da qui si capisce la forza del coinvolgimento del social network Twitter. Era questo il nostro obiettivo: portare la letteratura fuori dagli ambienti accademici, spingere a leggere o ri-leggere una certa opera, portare la letteratura dentro questa tecnologia dimostrando che è possibile fare un utilizzo diverso delle reti sociali come Twitter e Facebook».
Lei spinge anche per “critica umanistica alla tecnologia”.
«I nuovi media sono stati concepiti dai tecnocrati e rischiano di favorire derive tecnocratiche. La nostra opera intende “sabotarli dal di dentro” ovvero cercare l’umanità dentro questo sistema. Entrarvi per rovesciarne la logica».
Il vostro prossimo progetto riguarderà anche il Lago di Como….
«Sì, trasformeremo in tweet i “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni con gli studenti delle scuole superiori. È la classica lettura obbligatoria che porta i ragazzi a odiare questo capolavoro della letteratura italiana, ma noi vogliamo provare a cambiare le cose con la “twitteratura”. Gli studenti lavoreranno sotto la nostra guida e con gli insegnanti; l’esercizio consisterà nel leggere insieme il romanzo e “riscriverlo” online su Twitter con l’hashtag #TwSposi seguito dall’indicazione del capitolo (ad esempio: #TwSposi/01, #TwSposi/02, eccetera). Al termine della “riscrittura” questo corpus di micro-testi diventerà un processo editoriale con i migliori 140 caratteri del progetto, capitolo per capitolo».

Katia Trinca Colonel

Nella foto:
Nel fotomontaggio, l’uccellino scelto dal social network Twitter e il ritratto di Alessandro Manzoni di Francesco Hayez (1841), conservato alla Pinacoteca di Brera

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