Questa sera su Espansione Tv torna “Il Dariosauro”. In studio ospite Claudio Borghi della Lega

Claudio Borghi Aquilini

Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera ed esponente della Lega tra i più critici verso l’Europa, sarà questa sera il primo ospite della nuova stagione del Dariosauro, settimanale di attualità politica condotto dal cronista del Corriere di Como Dario Campione.

La trasmissione, in onda su Espansione Tv (canale 19 del digitale terrestre) ogni lunedì alle 21.20, è giunta alla decima stagione. La formula non cambia.

Il Dariosauro è un faccia a faccia nel quale si inseriscono, con le telefonate in diretta e senza filtri, i telespettatori da casa. «Come sempre – dice Mario Rapisarda, direttore della redazione giornalistica di Etv – approfondiremo alcuni temi di attualità anche attraverso collegamenti telefonici. Di solito, parliamo con autori di libri che trattano le questioni in discussione. È un modo per spingere alla lettura e, nello stesso tempo, per andare più a fondo nei problemi ascoltando le considerazioni di chi ha conoscenze ampie, non superficiali».

Il pubblico, oltre che con il telefono, può interagire in trasmissione attraverso i social media. «Abbiamo una pagina sui tre principali canali social, vale a dire Facebook, Twitter e Instagram – dice Rapisarda – e per tutta la stagione resta sempre attivo l’hashtag #dariosauro. I telespettatori possono anche inviare i loro messaggi vocali su WhatsApp. Quest’ultima è una modalità di interazione forse più radiofonica, ma credo che bene possa adattarsi anche a una televisione locale. L’abbiamo sperimentata sul finire della scorsa edizione e ha funzionato».

Come sempre, la politica sarà il filo conduttore, anche della nuova stagione. «Soprattutto adesso, dopo la crisi estiva e la nascita del nuovo governo, credo che il nostro pubblico abbia molte cose da dire – aggiunge il direttore di Etg – in fondo Il Dariosauro è una sorta di collegamento tra i cittadini e i politici. Lo schermo tv non è barriera, quanto piuttosto tramite. Il nostro si potrebbe definire il “talk” della gente comune, lontano però da ogni populismo».

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