Ragazze spaventate e mamme preoccupate nella terra di nessuno

Le opinioni dei frequentatori
«Ubriachi e drogati vengono allontanati dal centro e spinti verso questa zona»

Senza il rischio di esagerare, i giardini a lago sono terra di nessuno. Al degrado ambientale, ogni giorno si sommano nuove notizie di risse, aggressioni o altri eventi spiacevoli causati da persone sotto l’effetto di stupefacenti o di alcolici. Il bollettino di guerra – aggiornato a giovedì – riporta l’aggressione e le percosse a un passante e a una vigilessa da parte di un comasco di 34 anni, poi fermato dalle forze dell’ordine.
«Non nascondo che a volte ho paura a lavorare qui – ammette
Corina Florenti, da dietro il bancone di uno dei piccoli bar della zona – anche perché di gente non a posto ne vedo tutti i giorni. Ieri, una ragazza mi implorava di chiamare i carabinieri perché c’era qualcuno che la seguiva. Sempre ieri, due uomini si sono picchiati. Incredibile, davvero. Quando vieni qui, dai un occhiata e te ne vai facendoti il segno della croce».
Ma il disappunto non è solo dei pochi esercenti che, ogni giorno, si confrontano con la realtà dei giardini. Anche chi semplicemente tenta di trovare un minimo di riparo dalla calura estiva si indigna davanti alle condizioni pessime in cui versa la zona prossima al Tempio Voltiano. «Premetto di non venire abitualmente qui, ma anche solo guardandomi in giro c’è un gravissimo problema di pulizia – racconta Marco Intagliata – E poi c’è bisogno di garantire un livello di sicurezza più alto. Quello è fondamentale. Andando all’estero, bisogna riconoscere che c’è davvero una sensibilità diversa rispetto a queste due problematiche».
Leggermente meno diplomatica, ma in ogni caso eloquente, è l’opinione di Alberto Bonato. «È uno schifo. Tra chi non rispetta il parco e i tanti ubriachi, ormai la situazione è davvero insostenibile. Il punto è che i poliziotti hanno le mani legate. Non possono fare nulla. Si dovrebbe avere più controllo su ciò che succede. Se si è da soli, sia di giorno che di sera, si ha qualche scrupolo in più a trascorrere il tempo in questa area».
Più o meno sulla stessa linea, con un approccio forse più disilluso e amareggiato, è il parere di Cesarino Piatti: «Come mi devo sentire, dopo aver lavorato una vita, a vedere che una città bella come Como viene lasciata andare in rovina senza che venga fatto nulla? Perché il Comune non si muove?».
Tra i tanti aspetti toccati dagli intervistati, emerge poi il problema legato alla sicurezza dei bambini, che sono numerosi durante il giorno nella zona del parco giochi.
«Per i bambini c’è il parco giochi, ci sono le giostre: di giorno si può fare. Ma certamente so di non poter venire qui con i miei nipoti di sera. So che cosa potrei trovare – dice Enzo Politi – Ho amici che mi hanno espressamente detto di vergognarsi di essere comaschi per questa e per altre zone in rovina. Direi che la situazione è abbastanza chiara».
Infine, Paola Sanromè, da mamma, tenta di spiegare il perché delle presenze poco raccomandabili e dei rischi che comportano per i bambini. «Il problema – dice – è che i disperati, ubriachi o drogati, vengono allontanati dal centro e sono spinti verso questa zona. Si ritrovano tutti qui. Il punto è che così bisogna tenere gli occhi ben aperti, più del normale se hai dei bambini. Non si sa mai che cosa potrebbe succedere, alla fine. E non è neanche giusto che un bambino non possa andare a giocare da solo, in tranquillità».

Matteo Congregalli

Nella foto:
La vasta area dei giardini a lago di Como è spesso abbandonata a se stessa, presa di mira dai vandali e meta di sbandati. Di recente una turista olandese è stata derubata e ferita da un marocchino (Fkd)

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