«Raid Pavia-Venezia, un fascino sempre intatto»

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«È stata una gara molto difficile per il livello basso del Po, che ci ha creato non pochi problemi. Ma il fascino del Raid Pavia-Venezia è rimasto intatto: partecipare è sempre bellissimo». Parole di Daniele Ravaioni, il migliore pilota comasco nella classifica finale della gara di motonautica che è tornata dopo dieci anni di stop.
Lo ha sottolineato anche il lariano: per gli organizzatori, e di conseguenza per i protagonisti, il compito non è stato facile, con le problematiche legate alla scarsa portata del Po.
«In certi punti le zone in cui passare erano strettissime, ma non c’erano alternative, perché al posto dell’acqua c’erano distese sabbiose» afferma ancora. E proprio in un punto dove il livello era basso, Ravaioni e il compagno d’avventura, l’olandese Jan-Cees Korteland (su una barca Bernico-Mercury, nella foto in alto, di Cinthia Renee Wirth), hanno rotto l’elica. In ogni caso alla fine sono riusciti a conquistare l’undicesimo posto assoluto nella corsa vinta da Gianluca Carli.

Proseguendo nella graduatoria, vanno poi registrati i piazzamenti di tre portacolori dello Yacht Club Como: Roberto Salvi e Paolo Faliva hanno chiuso al 18° posto, Leopoldo Michele Assi e Icar Teseu Sanz Lopez al 21° e Guglielmo Martinelli, con la mamma Laura Pertusini, al 33°.
Ma c’è un altro dato tutto lariano che emerge, quello degli ottimi risultati conseguiti dalla cantieristica di casa nostra: uno scafo Lucini, con alla guida Paolo Romagnoli, ha terminato al 2° posto assoluto; 5° per il Mostes-Mercury di Devid Maiani e Alessandro Andreotti; 6° per il Lucini-Alfa Romeo di Mauro Balzarini e 8° e 9° per i mezzi firmati Tullio Abbate condotti dalle coppie Eros Tambarina-Andrea Riosa e Francesco Busetto-Davide Conti.


Il Raid Pavia-Venezia – che ha peraltro stretto un gemellaggio con la Centomiglia del Lario, a sua volta in calendario nel primo fine settimana di ottobre – si è rivelato un successo ed è stato apprezzato anche dai tanti appassionati che lo hanno seguito lungo le sponde del Po. Del resto si tratta di una “classica” mondiale, con la sua lunghezza di oltre 400 chilometri. La prima edizione fu disputata nel 1929.


I tifosi di motonautica avrebbero però voluto applaudire il dieci volte campione del mondo di F1 Guido Cappellini, che alla vigilia era considerato il grande favorito della gara, con il suo scafo di F1. Il marianese dopo essere partito bene, tanto da mantenere già la media di 223 km/h dopo il primo tratto di corsa, ha avuto un problema tecnico al suo motore Mercury 360 Apx (che debuttava in anteprima mondiale ) ed è stato costretto al ritiro. «È un gran peccato, sono naturalmente deluso ma la considero una esperienza comunque positiva – ha detto alla fine il campione comasco – Abbiamo curato il progetto nei minimi dettagli e con grande scrupolosità, ma mai avremmo immaginato che il nostro punto debole potesse essere l’affidabilità del nuovo motore».

«Rimane un po’ l’amaro in bocca, anche perché in un mese di ricognizioni non ho avuto alcun problema – ha aggiunto Guido Cappellini – Ma nella mia carriera ho imparato che i momenti no possono e devono essere lo stimolo per i futuri successi. Grazie agli organizzatori per l’accoglienza e grazie ai miei sponsor e partner tecnici. Colgo l’occasione per annunciare che ci riproverò nella prossima edizione del Raid visto che sarà la 70ª; 70 è un numero che mi è sempre piaciuto, spero valga lo stesso anche per la dea bendata».

Guido Cappellini, costretto al ritiro per un problema al motore

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