Rally Aci Como-Etv, ottavo sigillo di Fontana. Festeggiano anche Fourmaux e Nucita

Corrado Fontana

Il Rally Aci-Etv più difficile della storia è stato portato a casa. E il primo vincitore – consentitecelo – è l’Aci Como, che fin dalla scorsa estate non ha avuto dubbi nel voler organizzare la manifestazione e che anche negli ultimi giorni – ovviamente nel rispetto di Dpcm, ordinanze e protocolli – non si è arreso, pure nei momenti in cui tutto sembrava congiurare contro l’evento. Il presidente Enrico Gelpi e la sua squadra hanno fatto centro.
L’evento è andato in scena regolarmente ed è stato un grande spettacolo sportivo. Certo, sarebbe stato bello con una degna cornice di pubblico, con la festa in piazza Cavour e con tutto ciò che il Coronavirus in questo 2020 ha resettato.
Ma la realtà era ed è questa e va accettata, con la speranza che nel 2021, quando la corsa tornerà nel Tricolore Wrc, si possa anche rivivere un senso di normalità.
Grande spettacolo, si diceva. È bene specificare che la gara era composta da due classifiche (Supercoppa Wrc e AciSport Rally Cup) che sono state unificate per sancire il nome che andrà scritto nell’albo d’oro.
Il miglior tempo finale, dunque, è stato di Corrado Fontana e Nicola Arena, su Hyundai i20 Wrc, che hanno concluso con il totale di 44’31’’8. Alle loro spalle, su Ford Fiesta R5, l’equipaggio giunto sul Lario direttamente dal Mondiale Wrc, con il francese Adrien Fourmaux e il belga Renaud Jamoul, che hanno concluso la loro fatica in 44’41’’6, nemmeno troppo lontanissimi da Fontana, che fino all’ultimo non ha avuto margini per rilassarsi. Terza piazza (e vittoria nell’AciSport Rally Cup) per Andrea e Giuseppe Nucita (Hyundai i20), che hanno chiuso in 44’53’’. Alle loro spalle, di pochissimo, Luca Bottarelli, e Walter Pasini (44’55’’5). Un duello per il primato che è stato appassionante fino all’ultimo, come hanno anche testimoniato le telecamere di Espansione Tv, che si è collegata in diretta con l’ultima prova speciale. Nelle inquadrature dei contendenti non si poteva non vedere la grande grinta con cui hanno affrontato il tratto decisivo. La stessa emittente venerdì aveva trasmesso le fasi della partenza e, sempre ieri, anche la prova speciale numero 4 “Alpe Grande 2”.
Per il comasco Corrado Fontana è stato dunque l’ottavo sigillo nella prova di casa, in un rally in cui, in mezzo ai giovani emergenti, si sono fatti onore altri protagonisti del passato di questa gara. Il vicentino Manuel Sossella (già due volte primo) e Giulio Nodari hanno chiuso settimi con la loro Skoda Fabia. Dietro a loro i primi comaschi, Marco Silva e Gianni Pina, ottavi su Vw Polo. E, a proposito di lariani, si stavano facendo onore, pure su una Polo, Felice Re e Mara Bariani, che si sono però ritirati dopo la quarta speciale.
La vettura che è andata a fuoco – ne parliamo nell’articolo qui sotto – era infatti del team coordinato da Felice e dal figlio Alessandro Re: il pilota, comprensibilmente, dopo quanto avvenuto non era più nello spirito giusto per rimettere il casco e tornare a dare battaglia.
Dietro Silva e Pina il primo svizzero, Kim Daldini (navigato dalla giornalista Giulia Paganoni), su Skoda. Come da tradizione sul Lario il gruppo dei rossocrociati era folto. Decimo un ulteriore comasco, il navigatore Lino Battaglia, che ha ben guidato sulle insidiose strade di Triangolo Lariano e Valle Intelvi il giovane varesino Riccardo Pederzani.
Tra i ritiri di rilievo, quello di Andrea Spataro (intelvese d’adozione) e Lele Falzone nel tratto “Alpe Grande 2”; fino a qual momento con la loro Skoda erano ottavi.
Massimo Moscardi

Adrien Forumaux
Foto finale con il team per Adrien Fourmaux e il belga Renaud Jamoul

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