Ramadan, il Comune concede la palestra a due passi dalla chiesa

Il caso – Il sindaco Lucini: «Luogo idoneo e sorvegliato»
La struttura è in via Cuzzi a Rebbio. Ira di Pdl e Lega
Da oggi la comunità musulmana di Como ha un nuovo luogo per riunirsi e pregare durante il Ramadan. Si tratta della palestra comunale affacciata sulle vie Cuzzi e Durini e facente parte dell’Istituto comprensivo di Rebbio. L’annuncio ufficiale di questa soluzione, che permetterà agli islamici di lasciare il tendone solitamente allestito in Valmulini per il mese sacro, è arrivato direttamente dal sindaco Mario Lucini, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche la vice, Silvia Magni
, e gli assessori Marcello Iantorno e Bruno Magatti.
«Soltanto dopo la richiesta della comunità islamica – ha spiegato ieri il primo cittadino – abbiamo effettuato una breve ricognizione sulla struttura di via Cuzzi e anche sulle possibili alternative. Alla fine, la palestra a servizio dell’Istituto comprensivo di Rebbio è risultata un luogo idoneo, sia per l’ubicazione sia per altri requisiti». Le possibilità di parcheggio e la capienza, per esempio.
«Nei dintorni della palestra, per esempio vicino al cimitero di Rebbio o all’ex Trevitex, vi sono numerosi posti auto, anche se l’ingresso di via Durini si potrà raggiungere soltanto a piedi – ha precisato Lucini – Mentre per quanto riguarda il numero di persone ospitabili per le preghiere del Ramadan, non potranno mai essere più di 200». Scelta, questa come tutte le altre in merito, concordata con prefetto e questore, oltre che con la dirigenza scolastica del plesso.
Al di là delle questioni tecniche, il sindaco ha voluto precisare che «non è la prima volta che il Comune concede una sua struttura agli islamici per il Ramadan, era già successo quando vennero affittati gli shed dell’ex Ticosa». Quella volta, però, finì malissimo: i musulmani radunati per le preghiere superarono di molto il limite delle 200 persone, e furono polemiche a non finire. Prima di passare la parola agli assessori, Lucini ha comunque spiegato l’origine della decisione: «Rispetto alla richiesta della comunità islamica, ci è sembrato giusto concedere una struttura più adeguata rispetto al tendone utilizzato negli anni scorsi in Valmulini. Ma preciso che si tratta di una scelta temporanea e favorita dalla chiusura delle scuole. Se la stessa richiesta fosse arrivata in novembre, ovviamente non avremmo mai concesso la palestra per il Ramadan».
Le chiavi della struttura saranno materialmente consegnate ai musulmani oggi stesso. Il 22 agosto prossimo dovranno essere riconsegnate. Le preghiere potranno svolgersi tutti i giorni dalle 18 a mezzanotte, mentre al venerdì dalle 12 a mezzanotte.
L’assessore al Patrimonio di Palazzo Cernezzi, Marcello Iantorno, ha voluto precisare che «gli islamici pagheranno una tariffa complessiva per il mese di utilizzo di circa 1.900 euro. Inoltre hanno già versato una cauzione per coprire eventuali danni, i cui costi saranno sempre a carico dell’associazione islamica».
Dal canto suo, il vicesindaco Silvia Magni, dopo aver ringraziato il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Rebbio «per la grande disponibilità dimostrata», ha ribadito che «è stato effettuato un sopralluogo nei giorni scorsi per fare la fotografia precisa dello stato dei luoghi, che, naturalmente, dovranno essere riconsegnati nelle identiche condizioni». Infine, l’assessore Bruno Magatti ha specificato che «la sorveglianza affinché tutto possa svolgersi nel modo più tranquillo possibile sarà sempre garantita, ma confidiamo che la cittadinanza guardi con occhio benevolo questa esperienza e capisca che servirà per ammorbidire i rapporti con una comunità numerosa con cui bisogna dialogare».
L’OPPOSIZIONE
Ben diverse le posizioni espressa dai capigruppo di Lega Nord e Pdl. Dai banchi dell’opposizione, infatti, sono partite forti critiche a metodo e merito della scelta operata dalla giunta di centrosinistra.
«Come abbiamo sempre detto, non è affatto compito del Comune trovare i luoghi per le nuove moschee in città – ha commentato il leghista Alberto Mascetti – Mi pare che la giunta di centrosinistra si stia avviando su una strada pericolosa, che non condividiamo».
Laura Bordoli (Pdl) ha attaccato in particolar modo sul metodo scelto dall’esecutivo per arrivare alla scelta. «Non so se la concessione della scuola di via Cuzzi sia una scelta giusta o meno, anche se ho i miei dubbi e sono convinta che li abbiano anche i residenti della zona – ha premesso il capogruppo del Pdl in Comune – Ma soprattutto contesto radicalmente la strada del mancato coinvolgimento. Non mi risulta che i cittadini del quartiere siano stati informati o resi partecipi di questa scelta, per non parlare dell’atteggiamento usato dal sindaco e dai suoi assessori nei nostri confronti. Per la discussione del bilancio ci vediamo in aula quasi ogni sera, eppure dobbiamo apprendere per caso dalla stampa che il Ramadan si svolgerà in una scuola comunale. È un atteggiamento davvero vergognoso».

Emanuele Caso

Nella foto:
A sinistra la facciata della chiesa di Rebbio. A destra, dietro il cancello, la sagoma della scuola del quartiere (Mv)

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