Rapina all’ufficio postale di Cucciago. In aula la presunta mente del colpo

caserma Carabinieri di Cantù

Tutto era avvenuto in pochissimo tempo, alle 7.50 della mattina del 2 febbraio 2017, quando una dipendente dell’Ufficio postale di Cucciago, in via XX Settembre, era intenta ad avviare gli sportelli.
Mentre la donna stava eseguendo le operazioni di apertura della prima porta di accesso affacciata sulla via, un uomo le si avvicinò e le puntò contro una pistola Beretta calibro 9.
Per quella rapina, che fruttò un bottino comunque magro, quantificato in poco meno di 500 euro (489,85 per la precisione) in due sono stati individuati e indagati. Uno ha chiuso la propria vicenda con un patteggiamento, mentre il secondo è finito nelle scorse ore a processo di fronte al Collegio del Tribunale di Como. Si tratta di un 72enne di Cucciago, che secondo il capo di imputazione avrebbe avuto il ruolo di organizzatore del colpo, fornendo anche la necessaria attrezzatura.
Un terzo complice non è invece mai stato identificato. L’udienza, che si è tenuta nelle scorse ore, è stata subito rinviata a una nuova data, quando inizieranno a sfilare in aula i primi testimoni.
Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Nucleo operativo di Cantù (nella foto la caserma), i malviventi puntarono la cassaforte che tuttavia era bloccata dalle aperture temporizzate.
Per questo motivo non riuscirono a impossessarsi del bottino grande, dovendosi accontentare di quanto era contenuto in una cassetta portavalori chiusa in un armadio.
Sempre secondo la ricostruzione fatta dall’accusa, il 72enne di Cucciago non avrebbe compiuto materialmente la rapina, ma avrebbe effettuato i sopralluoghi nei giorni precedenti, organizzando il colpo per poi rimanere all’esterno dell’ufficio postale preso di mira.
La Procura – pm Alessandra Bellù – ha anche individuato le parti offese, ovvero Poste Italiane Spa e la dipendente dell’ufficio postale che fu minacciata con la pistola al momento dell’apertura.

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