Rapinato dopo essere sceso dal bus: l’aggressore condannato a sei anni

tribinale como palazzo di giustizia

Non si erano fermati davanti a nulla. Nemmeno ad un uomo claudicante, che tornava lentamente verso casa dopo essere sceso dall’autobus. La vittima, un 41enne malato e nel frattempo deceduto prima di poter avere giustizia, camminava lungo la via XXV Aprile diretto verso la propria abitazione di Casnate con Bernate. Tre uomini lo avvicinarono, tentarono prima di rubargli il cellulare (senza riuscirci) poi lo aggredirono selvaggiamente colpendolo con calci e pugni. Una volta a terra, i malviventi gli sfilarono il portafoglio – contenente circa 800 euro – scappando nel buio. Erano le 18 del 7 gennaio scorso. Il ferito rimediò 30 giorni di prognosi per la rottura del braccio destro, dopo essere stato buttato a terra e colpito più volte.
Per quell’episodio violento e barbaro, i carabinieri di Fino Mornasco erano riusciti a individuare uno dei tre aggressori, grazie anche all’aiuto delle immagini di sicurezza del Comune di Casnate con Bernate. L’arrestato, un 24enne marocchino senza fissa dimora (assistito dall’avvocato Daniela Danieli), è finito ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare di Como, Maria Luisa Lo Gatto, che l’ha condannato a 6 anni e 3 mesi nonostante lo sconto di un terzo per il rito Abbreviato. In aula, come parte civile, si è costituito lo zio della vittima, rappresentato dall’avvocato Christian Galantucci. Il giudice gli ha riconosciuto una provvisionale da 15 mila euro in attesa che il risarcimento venga compiutamente definito in sede civile. Nessuna notizia, invece, dei due complici che riuscirono a scappare e a far perdere le proprie tracce.

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