Reddito di cittadinanza anche se lavora al mercato: denunciato

Guardia di finanza

Lavorava al mercato di Erba, in nero, e aveva chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza, ma è stato scoperto dalla guardia di finanza. Nei guai è così finito un uomo residente a Mandello del Lario: è stato denunciato a piede libero dalle fiamme gialle. Multato anche il suo datore di lavoro, che non aveva regolarizzato la posizione del collaboratore.
I militari della guardia di finanza di Erba hanno accertato la posizione irregolare del lavoratore durante un controllo al mercato rionale. Dalle verifiche ulteriori, le fiamme gialle hanno accertato che il lavoratore aveva richiesto il reddito di cittadinanza, ottenendo un sussidio del valore complessivo di 535 euro per il periodo da maggio a settembre.
Con la denuncia, al lecchese è stato revocato il sussidio con effetto retroattivo e dovrà quindi anche restituire la somma percepita indebitamente. A carico del datore di lavoro, invece, sono previste sanzioni amministrative, in fase di definizione, che vanno da un minimo di 2mila a un massimo di quasi 13mila euro. Dall’inizio dell’anno, i militari della guardia di finanza della Compagnia di Erba hanno scoperto 39 lavoratori in nero, tra i quali altri due italiani che percepivano il reddito di cittadinanza e sono stati denunciati.
Dall’introduzione del sussidio mensile, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, la guardia di finanza ha inserito specifici controlli nell’ambito delle attività di polizia economico-finanziaria finalizzate al contrasto del sommerso da lavoro ed alla lotta agli sprechi di denaro pubblico.
La legge sanziona chi percepisce il reddito di cittadinanza senza averne diritto, con la reclusione da uno a tre anni. Viene punita anche l’omessa comunicazione della variazione del reddito o del patrimonio nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. Un caso limite, certo, quello venuto alla luce grazie ai controlli dei finanzieri.
Il reddito e la pensione di cittadinanza si confermano però misure per pochi comaschi. Nell’ultimo mese l’Inps ha accolto solo 54 domande, portando così a 3.365 gli assegni erogati in provincia. Una percentuale bassissima sul totale nazionale, lo 0,3%.
In provincia di Como, in totale (all’8 ottobre) sono state presentate 5.978 domande, lo 0,4% rispetto al dato nazionale. Di queste domande, 3.365 sono state accettate, 133 sono ancora in lavorazione e 2.054 sono state invece respinte. Gli assegni per il reddito di cittadinanza sono in media di 466,16 euro, mentre le pensioni di cittadinanza superano di poco i 205 euro.
Numeri inferiori alla media nazionale che è di 520,45 euro per il reddito e di 214,72 per la pensione. Ma superiori alla media regionale, ferma a 462,31 euro per il reddito di cittadinanza e 193,26 per la pensione di cittadinanza.
L’assegno si è però incrementato nel corso dei mesi. A luglio, infatti, l’importo medio del reddito di cittadinanza sul Lario era pari a 464,56 euro, mentre l’importo medio della pensione di cittadinanza era di 197,53 euro.

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