Ratti, ricavi vicini a 110 milioni, in crescita anche l’utile del gruppo tessile

L'ingresso dello stabilimento della Ratti a Guanzate

Numeri molto positivi per la Ratti di Guanzate, che ha approvato ieri il progetto di bilancio di esercizio e consolidato 2018. Il fatturato della società leader nella creazione, produzione e distribuzione di tessuti di alta gamma a livello internazionale, entrata a fare parte dal 2010 nella galassia del Gruppo Marzotto, è salito di oltre il 10% attestandosi a 109,6 milioni di euro (erano 99,4 nel 2017). Cresce anche l’utile netto, che ha raggiunto nell’anno appena trascorso i 10,5 milioni di euro.

Il cda ha proposto la distribuzione di 20 centesimi per azione per 5,5 milioni di euro complessivi e la destinazione della quota residua dell’utile al rafforzamento patrimoniale e finanziario. I risultati della Ratti sono stati garantiti dal cosiddetto Polo Luxe (+8,4 milioni, +20,8%), che cresce con particolare riferimento al segmento dei tessuti stampati. Bene anche le vendite del Polo Collezioni e del Polo Fast Fashion, entrambi in crescita di 1,2 milioni rispetto al 2017.

Nell’esercizio 2018 il Gruppo ha realizzato investimenti in attività fisse (immobilizzazioni materiali e immateriali) per 6,3 milioni, con 1,5 milioni sull’efficientamento energetico e 0,6 milioni per l’acquisto di nuovi telai. Il consiglio di amministrazione ha infine convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci, in prima convocazione per il giorno 23 aprile 2019, e in eventuale seconda convocazione per il giorno 24 aprile.

Fondata nel 1945 da Antonio Ratti, scomparso nel 2002, Ratti è oggi
tra i maggiori player mondiali nella produzione di tessuti e accessori di alta gamma dedicati all’abbigliamento, la cravatteria, la camiceria, il mare e l’arredamento.

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