Razionalismo nella Grande Mela

 

altMaestri comaschi – Gli scatti con la Polaroid di Maurizio Galimberti esposti alla galleria Dillon di New York fino al 5 settembre

C’è un omaggio a Como, questa estate, nella Grande Mela. Polifonico. Grazie a Maurizio Galimberti, mago lariano delle Polaroid che con i suoi collages è approdato a New York, dove fino al prossimo 5 settembre prossimo è in corso una sua personale dal titolo Italyscapes alla galleria Dillon (l’indirizzo è 555 25th Street, il sito Internet è www.dillongallery.com). Una delle sue più grandi mostre – Paesaggio Italia – a cura di Benedetta Donato è ora anche un sontuoso libro di grande

formato edito da Marsilio di Venezia e proprio da questo entusiasmante progetto frutto di più viaggi in lungo e in largo nello Stivale Galimberti ha tratto ispirazione per la sua mostra americana.
Dove spiccano due lavori comaschi che sono un omaggio all’architettura razionalista e geometrica che vide a Como nascere un vero laboratorio europeo nel corso del ’900, quello dedicato al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni, e quello sulla fontana di piazza Camerlata (sempre più preda del degrado e dell’inquinamento), opera di Cesare Cattaneo e di Mario Radice (quella che vediamo è una replica in cemento armato del 1961). Innamorato dell’architettura e del suo Paese, il comasco Galimberti è noto per gli stupefacenti collage in cui interpreta in modo originale facciate e dettagli in dinamici mosaici. Interpretazioni che colgono per vie misteriose l’anima di un palazzo o di un monumento e la fanno risuonare, esaltandola, ma sempre con il dovuto rispetto.
Un’arte apparentemente semplice, quella di Galimberti, devoto come detto della Polaroid. Che è diventato un’icona nel mercato del collezionismo fotografico. «Ai miei colleghi dico basta grandi tirature – dice il maestro – Al massimo 3 copie certificate, con garanzie tecniche sugli inchiostri di stampa e sulla carta. Sono convinto che il rigore sia la prima cosa per un artista, anche quando ti lasci prendere la mano da quello che all’inizio sembrava un errore e riesci a farlo diventare progettualità. La fotografia per me è questo, sintesi di istinto e cultura, e con l’affascinante tecnica Polaroid non può essere altrimenti».
Ora Galimberti tiene molto a un nuovo progetto partito l’anno scorso e di cui si può vedere in anteprima dal suo sito un frammento, AriDadaKalimba 2012-2013. È un lavoro sul nudo femminile ispirato alla scultura di Brancusi e alle avanguardie artistiche del ’900, da Marcel Duchamp al Dada, che vede protagonista la modella Arianna Espen Grimoldi. «E poi – anticipa al Corriere di Como – sto preparando un lavoro su Parigi, che molto probabilmente lancerò al “Lucca Photo Festival” in novembre.

L.M.

Nella foto:
Particolare dal lavoro dedicato al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni

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