Recuperato il corpo del 14enne. Era a una ventina di metri dalla riva

Il corpo trasportato in ospedale. Il pm potrebbe disporre l’autopsia
La mamma e la sorella maggiore sono state le prime a dare l’allarme.
Guardavano William che si divertiva nell’acqua, davanti alla spiaggia di Gera Lario. Un attimo prima rideva. Un istante più tardi era sparito, inghiottito dal lago.
Erano le 18.37 di domenica scorsa. Per rivedere il ragazzo, 14 anni appena, le due donne hanno dovuto attendere fino alle 12.03 di ieri, quando il Lario ha restituito il corpo del giovane. Tradito, forse, da una corrente che lo ha trascinato a fondo senza
lasciargli scampo nonostante si trovasse a pochi metri dalla riva.
I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il corpo di William Caraccio a una ventina di metri dalla riva, adagiato sul fondale a quattro metri di profondità. Non lontano dallo spiazzo, accanto alla foce del torrente San Vincenzo, dove aveva deciso di trascorrere un pomeriggio di relax e divertimento con la mamma e la sorella maggiore. Così come quando era sparito, anche quando è stato riportato a riva sulla spiaggia c’erano la mamma e la sorella, raggiunte dal papà e dal fratello maggiore dello sfortunato 14enne.
I familiari del ragazzino hanno seguito ogni istante delle operazioni di ricerca, con quella speranza figlia della disperazione capace di resistere al di là della cruda realtà dei fatti. Almeno, finché i vigili del fuoco non hanno sistemato sulla riva il corpo ormai senza vita del 14enne, rimasto intrappolato nel lago per oltre 18 ore.
Un tempo interminabile durante il quale i pompieri e i soccorritori non hanno mai smesso di cercare, inizialmente anche con l’ausilio di due elicotteri poi facendo leva sulla esperienza dei sub.
William Caraccio viveva con la famiglia a Domaso e frequentava la scuola media a Gravedona. «È una disgrazia che ha toccato l’intera comunità – dice Pietro Angelo Leggeri, sindaco di Domaso – Il ragazzo voleva soltanto divertirsi ma quella che doveva essere una bella giornata è diventata una tragedia. Purtroppo il lago, per quanto bello e motivo di vanto per il territorio, diventa a volte una trappola insidiosa. Staremo vicini alla famiglia e faremo il possibile come amministrazione per dare conforto ai genitori e ai parenti di William. Tutti conosciamo il ragazzino, che spesso veniva a giocare nel parco in cui ha sede il municipio».
Il corpo di William è stato trasferito in ospedale. Sulla tragedia è stata aperta, come da prassi, un’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Bellù. Sul corpo del ragazzino sarà probabilmente effettuata l’autopsia. L’esame potrebbe accertare se il 14enne sia stato colto da malore prima della tragedia oppure se sia stato tradito dalla corrente, particolarmente forte nel punto in cui si era immerso.
Secondo quanto si è saputo durante le ricerche, William non sapeva nuotare. Aveva deciso comunque di fare un tuffo, per divertirsi e rinfrescarsi restando a poca distanza dalla riva. La mamma non lo ha mai perso di vista. Ma, purtroppo, contro le insidie e le trappole del lago, non è bastato.

Anna Campaniello

Nella foto:
Le ricerche del corpo dello sfortunato 14enne di Domaso sono proseguite fino a ieri a mezzogiorno, quando i vigili del fuoco hanno riportato a riva la salma del ragazzo (fotoservizio Mv)

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