“Ritorno al futuro” di Antonello Venditti


vendittiI live da non perdere

Billy Cobham, riconosciuto come il più importante batterista jazz-fusion per la sua potenza e tecnica percussiva, ha raggiunto l’apice della fama a metà degli anni Settanta divenendo uno dei batteristi più acclamati nell’ambito jazz, fusion e rock. La sua precisione, il suo essere ambidestro e la sua grinta contraddistinguono la monumentale lista di successi distribuita in centinaia di dischi con gruppi suoi e nei molti altri pubblicati con le leggende della musica. Il suo

segno distintivo – il più veloce, il più potente e il più esplosivo “drumming” – ha energizzato i palchi di tutto il mondo. La sua influenza stilistica ha letteralmente creato un genere, ormai parte della storia della musica moderna. Al Blue Note di Milano, giovedì 30 gennaio, alle 21, Bill Cobham festeggia il 40° anniversario dall’uscita di Sprectrum, il suo debutto solista nonché progetto-svolta nell’universo jazz-fusion, con un tour che ha già attraversato gli Stati Uniti, il Canada e l’Europa.
Lui che afferma di non andare a Sanremo «perché è un festival per vecchi, che fa vincere chi canta peggio o chi osa meno», evidentemente, nonostante i suoi sessant’anni suonati da un pezzo, non ha ancora smesso di sentirsi giovane. E per fare felici sorcini e sorcine di tutta Italia, lo scorso anno Renato Zero ha pubblicato in due capitoli, Amo 1 e Amo 2, la bellezza di 29 brani inediti che di fatto hanno celebrato i suoi primi quarant’anni in musica. Ad Assago, martedì 4 febbraio, alle 21, il cantante romano chiude una serie di date trionfali: «I concerti per me sono una terapia», ha detto Zero lo scorso autunno, presentando il nuovo album che completava il già citato doppio progetto discografico. «I live mi regalano la piacevole sensazione che il mio cammino sia stato utile per avere l’autonomia e la resistenza necessarie per ricordare le canzoni e continuare a essere il capocomico della baracca».
Una “baracca” composta da una band di 8 musicisti, dall’orchestra di 34 elementi diretta dal Maestro Renato Serio e del corpo di ballo del coreografo Bill Goodson.
«Ci sono momenti nella vita in cui il presente diventa passato e il passato futuro. È venuto il tempo in cui la mia storia torna come speranza di non vissuto a riempire la nostra vita. Dico questo perché quaranta anni passati insieme per tutti potrebbero costituire la nostra storia, ma le canzoni che l’hanno rappresentata e che proporrò sono il nostro ritorno al futuro».
È così che lo stesso Antonello Venditti ha voluto presentare la nuova avventura teatrale che lo porterà a ripercorrere le canzoni più importanti di un repertorio che ha segnato gli anni ’70 e ’80, soprattutto quelle lasciate fuori dai concerti degli ultimi anni. “Ritorno al futuro”, concerto-evento che in attesa di toccare Campione d’Italia il prossimo 22 marzo, si ferma il 5 febbraio al Teatro Creberg di Bergamo, porterà in scaletta i brani di album memorabili: da Theorius Campus a L’orso bruno, da Lilly a Sotto il segno dei pesci, da Buona domenica a In questo mondo di ladri.
Come dimenticare canzoni che hanno fatto la storia della canzone d’autore italiana, quando i cantautori del bel Paese reggevano la concorrenza del rock dei Settanta? Roma capoccia, Le cose della vita, Le tue mani su di me, Sara, Compagno di scuola, Notte prima degli esami, Bomba o non bomba, Ci vorrebbe un amico, Modena, Giulio Cesare, Ricordati di me sono solo alcuni dei brani con cui Venditti ha gettato solide basi per una carriera che ha saputo reggere fino al terzo Millennio.

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