Reddito di cittadinanza a Como per poco più di 3mila persone: accolta metà delle domande

La sede dell'Inps in via Pessina

Poco meno di 5.500 domande presentate. Poco più di 3mila accolte. La provincia di Como sembra non amare troppo il reddito di cittadinanza, che resta al momento uno strumento di sostegno per pochi. Lunedì scorso l’Inps ha pubblicato sul suo portale Internet i dati aggiornati al 15 luglio. Le richieste nel Paese sono state 1.401.225, quelle accolte 895.220, pari al 63,88%. In Lombardia i numeri descrivono una situazione un po’ diversa. A fronte di 136.555, domande, soltanto in 74.196 hanno ricevuto una risposta positiva: il 54,33%.
In pratica, nella nostra regione una domanda su due stata respinta, mentre nel resto d’Italia in media è stata rigettata una pratica su tre.
A Como, le richieste di reddito di cittadinanza sono state 5.494; meno quindi dell’1% della popolazione residente ha pensato di chiedere allo Stato un sussidio per sopravvivere. Le istanze accolte sino a questo punto sono state 3.063, pari al 55,75% del totale. In media con il dato regionale, ma oltre otto punti sotto quello nazionale.
I raffronti
È interessante valutare alcuni raffronti percentuali per capire l’incidenza del reddito di cittadinanza sulle dinamiche sociali del nostro territorio.
Sul piano nazionale, le domande hanno interessato l’1,65% della popolazione residente. Una percentuale che scende, nella regione Lombardia, all’1,36% per ridursi ulteriormente nella provincia lariana allo 0,91%.
Queste cifre sono confermate da due altri parametri: da Como è partito il 4,02% delle domande lombarde e soltanto lo 0,39% del totale nazionale. Ma nella nostra provincia vive il 5,97% della popolazione regionale e lo 0,99% della popolazione italiana. Questo può significare molte cose: una maggiore solidità del tessuto economico, oppure una presenza inferiore di problemi legati alla povertà. O ancora, confermare come molti dicono l’estrema selettività dei criteri di accesso al reddito di cittadinanza. Basti pensare a un solo dato: in provincia di Como, attualmente, gli iscritti al collocamento sono all’incirca 20mila. Un numero quattro volte superiore alle domande presentate all’Inps.
La graduatoria regionale
In Lombardia, Como si piazza in settima posizione davanti soltanto a Cremona (4.550 domande, di cui 2.476 accolte), Lecco (2.951/1.476), Lodi (2.934/1.538) e Sondrio (1.514/930). In testa alla graduatoria, ovviamente, c’è Milano 52.791 domande presentate e 29.565 accolte, seguita da Brescia (17.890/9.025), Bergamo (11.396/6.015), Pavia (10.318/5.902), Varese (11.240/ 6.234), Monza Brianza (9.307/ 4.952) e Mantova (6.170/3.020).
Curiosamente, soltanto la provincia di Sondrio supera il 60% di istanze accolte (per l’esattezza il 61,42%), mentre Mantova è l’unica a restare sotto il 50% (48,94).
Sin qui le cifre rese note dall’Istituto di previdenza che non ha però aggiunto altri particolari sull’insieme del “pacchetto” reddito di cittadinanza.
Non si conoscono, ad esempio, gli importi medi liquidati a chi beneficia del sussidio né, cosa più significativa, i motivi alla base del respingimento delle domande.
Di sicuro si sa che, fino a questo momento, nessuno dei destinatari della card gialla ha ricevuto l’sms o la mail di convocazione ai centri per l’impiego per la cosiddetta presa in carico e la stipula della disponibilità al lavoro con le famose tre offerte. Nemmeno sono state attivate le chiamata dei Comuni per le 8 ore di lavori utili. Bisognerà aspettare forse settembre, quando i quasi 3mila navigator selezionati nelle settimane scorse con il concorsone nazionale saranno operativi nei centri regionali. Nel frattempo, però, chi ha incassato o sta per incassare il reddito può farlo senza al momento doversi impegnare nella ricerca di un impiego o in un percorso di formazione. Per tutto questo, evidentemente, c’è ancora tempo.

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