Reddito di cittadinanza, poche adesioni a Como. Sul Lario presentate soltanto 3.510 domande

Inps pensioni

A Como il reddito di cittadinanza non sfonda. Forse il Lario non ne ha bisogno. O, come sostengono alcuni analisti, non ne ha diritto. Almeno per una fascia molto ampia della popolazione. Sta di fatto che nella provincia lariana non c’è stata alcuna corsa al sussidio di Stato. Come dimostrano in modo abbastanza chiaro i numeri pubblicati sul sito Internet dell’Inps giovedì scorso.
Sino a questo punto, infatti, le domande presentate in provincia di Como sono state 3.510 su un totale di 1.016.977, lo 0,34%. Cifre davvero basse, se si considera che sul Lario vive l’1% della popolazione residente in Italia.
L’Istituto di previdenza ha fornito soltanto alcuni dati, abbastanza significativi però per tracciare un quadro della situazione e comprendere il significato sin qui attribuibile all’operazione reddito di cittadinanza.
Intanto, come detto, i numeri assoluti. Del milione e passa di domande, 172.175 (pari al 16,93%) provengono dalla Campania e 161.383 (ovvero il 15,83%) dalla Sicilia. In questa particolare classifica la Lombardia, con le sue 90.296 domande, si piazza al quarto posto, dietro il Lazio (93.048) e subito prima della Puglia (90.008).
Va da sé che questi numeri devono essere letti soprattutto in percentuale. Per scoprire che in Campania sono state in realtà presentate 2,95 domande ogni 100 abitanti, in Sicilia 3,21 domande ogni 100 abitanti e in Lombardia soltanto 0,89 (a fronte di un dato nazionale complessivo di 1,68 richieste di reddito di cittadinanza ogni 100 residenti). Allo stesso modo, le regioni con il minor numero di domande sono state la Valle D’Aosta (1.333, pari a 1,05 ogni 100 abitanti), il Trentino Alto Adige (3.695, pari a 0,34 ogni 100 abitanti) e il Molise (6.388 domande, ovvero 2,07 ogni 100 abitanti).
Il dettaglio delle cifre lombarde mostra come sempre una grande differenza tra l’area metropolitana e il resto della regione.
Nella sola provincia di Milano, infatti, è stato presentato quasi il 40% delle domande di reddito di cittadinanza provenienti dalla Lombardia: 35.168. Molto distanti ci sono Brescia (11.757 domande, pari al 13,02% del totale regionale) e Varese (7.691 domande, l’8,51% di quelle lombarde).
Tuttavia, le cifre più interessanti sono altre. In particolare, i valori che riguardano il rapporto tra popolazione residente e numero di domande di reddito di cittadinanza presentate all’Inps.
Infatti, a fronte di una media regionale pari allo 0,89% – comunque di molto inferiore a quella nazionale che si attesta all’1,68% – alcune province più o meno si allineano (Varese con lo 0,86%, Lodi con lo 0,81% e Brescia con lo 0,93%), alcune sono decisamente sopra (Mantova con l’1,005%, Milano con l’1,08% e Pavia con l’1,26%) mentre altre si dimostrano più “virtuose” (Lecco con lo 0,55% e Como e Sondrio, entrambe con lo 0,58%).
In buona sostanza, con le sue 3.510 domande di reddito di cittadinanza, la provincia lariana è una delle meno “bisognose”: in Lombardia ma anche nel resto del Paese.
Altra curiosità: a chiedere il sostegno economico dello Stato sono soprattutto le donne. Il dato è abbastanza omogeneo. In Lombardia, lo scarto tra maschi e femmine è ampio, circa 10mila unità (50.065 contro 40.231). A Como, le domande in rosa sono state 1.922 (il 54,75%) contro le 1.588 degli uomini. Questo perché, spiegano gli esperti, il reddito di cittadinanza è una possibile fonte di sussidio per chi tradizionalmente non ha un impiego o ha minori possibilità di accesso al mercato del lavoro.

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