Retromarcia, da oggi è “zona arancione”. Le categorie studiano una class action

Zona rossa Como

La gioia di lavoratori e famiglie per aver riacquistato una seppur minima fetta di libertà, viene oscurata dalla constatazione di aver perso una settimana di tempo, costretti all’immobilismo da una zona “rosso vergogna” dovuta a errori sul numero dei contagi e su indici Rt sbagliati. Ma il mondo produttivo locale non ci sta, non lo accetta e anzi ha deciso di ribellarsi davanti alla discutibile operazione di “scaricabarile” in corso per non assumersi le responsabilità di quanto accaduto. Il tutto mentre lo scontro tra Governo e Regione Lombardia si fa sempre più duro. E così nel frattempo il tessuto economico del territorio sta pensando di avviare una “class action” contro chi, sbagliando, ha causato il danno. Contro chi ha paralizzato per sette giorni le attività commerciali e ha costretto ragazzi e famiglie a convivere, con tutte le conseguenze del caso, con un livello di emergenza, quello rosso, che non aveva ragione di esistere. E se da oggi si ritorna in area arancione, sempre da quest’oggi si lavorerà per ottenere un risarcimento. «È enorme la nostra arrabbiatura per la superficialità con la quale è stata gestita la sorte di tantissime imprese – spiega il presidente di Confartigianato Imprese, Roberto Galli – Non si parlano tra di loro le istituzioni? Non si confrontano? Non vogliamo adesso strumentalizzazioni politiche, vogliamo solo che siano risarciti gli imprenditori danneggiati. Noi, se come imprenditori non rispettiamo le scadenze siamo sanzionati. Vogliamo un risarcimento del danno subito». E anche in Cna ci si sta muovendo in tal senso. «Nei prossimi giorni valuteremo con i nostri legali come agire – spiega il segretario di Cna Lario e Brianza, Ivano Brambilla – per fare un’azione e avere un risarcimento per i settori più colpiti». Tra questi sicuramente quello del Benessere. «Si sono comportati in maniera indecorosa. Abbiamo perso tempo e guadagni – ha detto Nadia Galli, presidente dell’Unione benessere e sanità di Cna Lario Brianza – Siamo professionisti, dobbiamo poter programmare i lavori, fissare i trattamenti. Ci hanno mancato di rispetto oltre ad averci causato danni incalcolabili. Ecco perché valuteremo la class action». Senza parole per l’accaduto e pronto ad agire con un’azione risarcitoria anche Confesercenti Como. «Quanto accaduto è folle. I politici non si parlano? I loro errori condannano i lavoratori. Siamo pronti a reagire per avere quanto perso in questi giorni», dice il presidente di Confesercenti, Claudio Casartelli.
Il caso Varese
A pochi chilometri da Como, nella città giardino la situazione è identica. E ieri mattina il sindaco Davide Galimberti su Facebook, nel comunicare l’incredulità per quanto accaduto, è andato oltre. «Vista la situazione penso che una prima azione concreta possa essere una class action per tutelare e risarcire aziende, commercianti, famiglie e studenti che hanno subito ulteriori danni da questa confusione. Una iniziativa contro i responsabili di questo errore che come Comune di Varese sosterremo in prima linea dopo averne parlato con tutte le associazioni di categoria e dei consumatori. È un nostro dovere esserci, è nostro compito dare un segnale perché già è una situazione difficile per tutti, ma se non si dice la verità e si tenta di omettere i dati tutto diventa più complicato».
E infine un invito a scrivere direttamente al primo cittadino.
Lo scontro politico
La ricerca del responsabile, di chi ha commesso un errore nei calcoli utili a determinare l’inserimento di un territorio in una fascia di rischio continua a scatenare le polemiche.
Dopo l’interminabile botta e risposta tra la giunta regionale e gli esponenti di minoranza andato in scena tra venerdì e sabato, sempre nella serata di ieri il governatore Attilio Fontana, in una conferenza indetta all’ultimo momento, ha voluto chiarire lo stato delle cose.
«Sono indignato per le notizie false e offensive sulla Lombardia. Se siamo tornati in zona arancione è perché noi abbiamo contestato le scelte del Governo e i calcoli», ha detto Fontana rimarcando come l’errore sia da ascrivere all’algoritmo dell’Iss. «Noi non abbiamo mai rettificato i nostri dati, abbiamo risposto all’Istituto superiore di sanità che chiedeva un’implementazione. Ecco perché non accettiamo che si dica che è colpa nostra. E per giustizia non rinunciamo al ricorso al Tar. Chiaramente lunedì non ci sarà l’udienza prevista perché il provvedimento del ministro Speranza supera la fattispecie, ma andiamo avanti per acclarare la verità dei fatti anche in sede giudiziaria. Se c’è un errore non è nostro. Impugneremo tutti i verbali e l’ordinanza che parla di rettifica dei dati da parte nostra». Duro anche l’assessore al Welfare, Letizia Moratti. che ha sottolineato come non si sia trattato di un errore della Lombardia nonostante il «ministro (Speranza) pretendeva che lo ammettessimo», ha detto Moratti. Infine Fontana ha anche annunciato la richiesta di risarcimenti. «Alla prossima riunione della Conferenza delle Regioni avanzerò al Governo la richiesta che nell’ambito del prossimo scostamento di bilancio venga inserita esplicitamente una somma che equivale a quello che è stato il danno che le nostre categorie hanno subito». Una situazione che fin da venerdì sera ha scatenato le polemiche del Movimento 5 Stelle e del Pd, schierati contro la giunta Fontana.

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