Ribot, mito a Lugano

Marc Ribot con il suo gruppo Ceramic Dog

Marc Ribot negli anni ’80 ha fatto parte dei leggendari Lounge Lizards di John Lurie. Ha poi lavorato a lungo con Tom Waits, partecipando ad album come Rain Dogs, Mule Variations e diversi altri. Ha collaborato anche con Elvis Costello, Laurie Anderson, Vinicio Capossela e soprattutto John Zorn, che l’ha eletto suo chitarrista feticcio.
«Ceramic Dog non è un progetto, ma una vera band!» dice Ribot di quella che negli ultimi tempi è la sua formazione preferita.
Il nuovo lavoro del veterano chitarrista americano è più che uno sfogo in musica contro la corruzione, la tirannia, la vita in generale e nulla in particolare.
L’esplosivo cocktail rock dei Ceramic Dog è più di un canto di libertà, un disprezzo camaleontico per i vincoli imposti dagli stili di vita, insomma una scossa incredibile di energia.
In effetti, il nuovo album dei Ceramic Dog – il cui titolo YRU Still Here? è diretto in parti uguali a se stessi, al comandante in capo e al pubblico in ascolto – arriva giusto in tempo per ricordarci che questo è un momento in cui la rabbia non è solo necessaria, e inevitabile, ma anche buona per le piante d’appartamento.
Dal punk al funk al flamenco passando per il rock ’n’ roll – tutto il genio di Marc Ribot confluisce in questa nuova dimensione che il 21 febbraio, alle 21.30, trova nuovo sfogo nell’atteso concerto allo Studio Foce di Lugano all’interno della rassegna live Raclette. Già ospite in passato, ad esempio al Festival Jazz di Chiasso, in questa furiosa dimensione con cui si presenta nuovamente in Canton Ticino, Marc Ribot e la sua fulminante chitarra elettrica sono assolutamente da riscoprire.

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