Ricercato, lo ritrovano a Napoli: ora patteggerà

Tribunale di Como

Era stato colpito da una ordinanza (lo scorso mese di ottobre) che lo allontanava da casa, costringendolo a stare lontano dalla ex moglie. L’accusa era quella di maltrattamenti in famiglia. Ma le visite nella casa di Barni non si erano affatto interrotte, costringendo il giudice delle indagini preliminari di Como a emettere una ulteriore e più pesante misura, quella della custodia cautelare in carcere.
Quando i carabinieri cercarono di notificargliela, tuttavia, di lui si erano perse le tracce. Era iniziata così la ricerca di un 51enne che era poi stato ritrovato in quel di Napoli, nel corso di un controllo casuale effettuato dai carabinieri. Al terminale emerse che sul capo del 51enne di Barni pendeva una ordinanza di custodia cautelare in carcere e l’uomo venne condotto in carcere.
Ora, a distanza di mesi da quell’intervento, l’avvocato Davide Brambilla ha raggiunto un accordo con l’accusa per arrivare a patteggiare la pena. L’intesa sarebbe stata raggiunta sui due anni e tre mesi, e dovrà ora essere ratificata davanti al giudice dell’udienza preliminare. Il 51enne si trova ora ai domiciliari e avrebbe già anche l’accordo per poter tornare a lavorare in una vigna della città partenopea.
La vicenda, come detto, risale allo scorso mese di ottobre quando, per dissidi sempre più pesanti con la moglie, il 51enne era stato accusato di maltrattamenti in famiglia e allontanato dal tetto coniugale dopo l’emissione di una apposita misura firmata dal gip Andrea Giudici. L’uomo tuttavia non si era calmato e, al contrario, aveva continuato a presentarsi a Barni, fermandosi sotto le finestre di casa, insultando la moglie, minacciandola e inviando messaggi. Insomma, i militari dell’Arma avevano raccolto elementi di indagine per poi chiedere al giudice un aggravamento della misura. Ordinanza – di custodia cautelare in carcere – che era stata effettivamente concessa e che avrebbe dovuto portare il marito al Bassone. Al momento di notificarla, tuttavia, del 51enne si erano perse le tracce, poi ritrovato casualmente nel corso di un controllo effettuato dai carabinieri del capoluogo partenopeo.
Ora la storia potrebbe avviarsi alla conclusione, con il patteggiamento figlio dell’accordo raggiunto tra accusa e difesa che attende solo di essere ratificato.

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