Ricettazione da 300 mila euro: pesante condanna per due cugini

palazzo di giustizia como

Le targhe erano state asportate, il numero di telaio era stato modificato e le insegne della ditta dove la gru era stata rubata in quel di Podenzano, a Piacenza erano state cancellate. Eppure, le indagini permisero di appurare che fosse effettivamente quello il mezzo di lavoro da 300 mila euro che era stato rubato il 3 maggio del 2012. Decisivi alcuni errori commessi: la serratura della porta di sinistra era stata modificata, non quella di destra che era ancora possibile aprire con le vecchie chiavi. Ed anche gli pneumatici non erano stati modificati, ed erano dello stesso tipo montato dall’azienda piacentiva. Inoltre, la ditta emiliana aveva fatto fare una modifica ad un cassone porta oggetti che era stata riscontrata sul mezzo ritrovato a Orsenigo. Per tutti questi motivi la procura di Como aveva aperto un fascicolo per riciclaggio, in quanto era emerso che la destinazione della grossa gru era l’estero.

Sotto processo erano finiti due cugini di 29 e 35 anni, accusato di aver tentato di ostacolare la verifica della provenienza delittuosa dell’autogru. La vicenda si è chiusa di fronte al Collegio di Como che ha condannato i due – riqualificando la contestazione da riciclaggio a ricettazione – alla pena di 5 anni (per il 35enne, più 5 mila euro di multa) e di 3 anni più tremila euro di multa. L’accusa aveva invocato rispettivamente 4 anni e 6 mesi e 3 anni. La difesa invece aveva spinto sul mancato riconoscimento dei due imputati e sul fatto che «in dibattimento non si era formata la prova».

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