Richiedenti asilo in calo a Como. I leghisti esultano, Magatti frena

Migranti a Como

Quasi 600 richiedenti asilo in meno oggi sul territorio comasco rispetto al 2016. Emerge dai dati ufficiali diffusi dalla Prefettura di Como. Tre anni fa, sul Lario, si è arrivati a quota 1911 domande di richieste di asilo da parte dei migranti accolti, che oggi sono 1321.
Per il sottosegretario del ministero dell’Interno Nicola Molteni, si tratta del risultato ottenuto grazie alle politiche messe in atto da Matteo Salvini.
«Siamo passati dalle parole ai fatti – commenta Molteni – Cinque mesi fa abbiamo chiuso il centro di accoglienza di via Regina a Como, che costava 2 milioni di euro all’anno, mantenendo le promesse e gli impegni con i cittadini. Come ministero – prosegue – con il decreto sicurezza e immigrazione abbiamo razionalizzato i costi dell’accoglienza e migliorato i servizi risparmiando oltre un miliardo e mezzo che abbiamo investito in sicurezza, ordine pubblico e forze dell’ordine. Il territorio comasco, 7 Comuni in particolare, ha beneficiato di oltre 370mila euro in progetti di videosorveglianza».
Non è d’accordo con l’analisi di Molteni il capogruppo di Civitas in consiglio comunale ed ex assessore della giunta di centrosinistra Bruno Magatti: «Non è il caso di millantare successi, il fenomeno della migrazione non si risolve chiudendo i centri come quello di via Regina. Sarebbe invece il caso di domandarsi se sono stati messi in atto tutti i processi legati alla costruzione della nuova città di Como che vede in maniera sempre più massiccia la presenza di cittadini provenienti da altri mondi. La città è di fatto plurale, non è più quella di vent’anni fa e la Lega non se ne è ancora accorta. Solo a Como vivono 11mila persone che vengono da Paesi diversi dal nostro e questo fa crollare di fatto la favola del Carroccio che sogna un ritorno alla purezza dell’originario popolo italico, mentre la realtà è del tutto diversa e richiede che non si costruiscano ghetti e muri ma occasioni di integrazione».

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