Ricorso al prefetto contro la presidente del consiglio. L’accusa di Magatti: «Mortificati funzione e ruolo degli eletti»

Comune di Como Palazzo Cernezzi

«Questione di forma e di sostanza». «No, questione tutta politica». Gli ultimi scoppiettii polemici del 2019 in consiglio comunale a Como giungono dall’inatteso scontro tra Bruno Magatti e Anna Veronelli, con il primo – già assessore ai Servizi sociali e oggi consigliere di Civitas – ad accusare la seconda – presidente dell’assemblea di Palazzo Cernezzi ed esponente di Forza Italia – di non difendere come dovrebbe le «prerogative degli eletti» e di mortificarne, di fatto, le funzioni e il ruolo.
Ieri Magatti ha convocato in municipio una conferenza stampa per illustrare, in dettaglio, i termini del ricorso presentato al prefetto contro la decisione presa da Veronelli di non ammettere alcuni ordini del giorno durante la seduta del 21 ottobre.
In breve, Magatti contesta alla presidente del consiglio comunale di aver negato la discussione e il voto di ordini del giorno che avrebbero di fatto emendato il Documento Unico di Programmazione (Dup), lo strumento di strategia e analisi politico-finanziaria che precede l’approvazione del bilancio preventivo. «Il Dup esiste da pochi anni e il nostro regolamento di contabilità non stabilisce tuttora le modalità per emendare il testo. In passato, la segreteria generale ha indicato l’ordine del giorno come strumento più “idoneo” a questo scopo. E in tale direzione mi sono mosso. Il 21 ottobre, a chiusura della discussione, ho quindi depositato 6 ordini del giorno ma Veronelli li ha cassati, dichiarandoli inammissibili. Ho poi trasformato gli stessi ordini del giorno in mozioni, ma anche queste non sono state portate in consiglio».
Di qui la decisione di Magatti di ricorrere al prefetto per l’annullamento delle decisioni della presidente dell’assemblea, non senza avere prima sottolineato il dato politico della vicenda.
«Emendare il Dup è nel potere di iniziativa del consigliere comunale – dice Magatti – ci è stato negato questo diritto e io considero la cosa inaccettabile. La presidente del consiglio deve sempre garantire ai consiglieri comunali la possibilità di svolgere il loro ruolo nel modo più ampio. Non è accaduto, e per questo motivo ci siamo rivolti al prefetto».
La replica di Anna Veronelli è stata affidata a una nota con cui la presidente del consiglio risponde ai rilievi di Magatti. «La prassi ordinaria prevede sempre che l’ufficio Affari generali del Comune esprima parere preventivo di ammissibilità sulle mozioni: a questo parere – che condivido – mi sono attenuta e ho chiesto al consigliere Magatti di integrare i testi che ha presentato. Che poi potranno essere iscritti all’ordine del giorno. In merito agli emendamenti al Dup non ammessi, invece, tengo a dire che si è pronunciata anche la conferenza dei capigruppo la quale ha condiviso la linea del segretario generale. Sono la presidente, ho un ruolo di garanzia di tutti e ricordo che la forma è sostanza nella pubblica amministrazione. Ciò vale per tutti, anche per il consigliere Magatti: basta seguirla. Parlano per me i documenti che sono chiari. E proprio perché sono la presidente e ho un ruolo di garanzia di tutti, tengo per me invece una valutazione politica di questa polemica».

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