Rifiuti, l’Insubria studia la mosca soldato

Laboratorio Insubria di Biologia degli invertebrati

Si chiama Hermetia illucens, è una mosca soldato e anche una delle sfide più attuali della sostenibilità ambientale: la conversione dei rifiuti organici di basso valore in biomolecole, proteine e lipidi, utilizzabili per generare prodotti innovativi.

La tesi è al centro del nuovo progetto del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria intitolato Rich, ovvero “Turning Rubbish Into biobased materials: a sustainable CHain for the full valorization of organic waste”, finanziato da Fondazione Cariplo con 300mila euro per tre anni, nell’ambito del bando 2020 “Economia Circolare: ricerca per un futuro sostenibile”. È il secondo progetto sostenuto da Cariplo per lo studio insubrico dell’Hermetia come risorsa, dopo “InBioProFeed” concluso nel 2019 e incentrato sulla trasformazione delle larve, allevate su scarti di frutta e verdura, in mangime per pesci.

«La mosca soldato fornisce le uova da cui si schiudono le larve che vengono poste sul substrato da smaltire, ovvero la frazione organica del rifiuto solido urbano, la cosiddetta Forsu – dice il coordinatore Gianluca Tettamanti – L’allevamento delle larve sul substrato, che rappresenta la loro fonte di nutrimento, porta da un lato alla riduzione dello scarto e dall’altro all’ingrasso delle larve, producendo biomassa. Dalle larve vengono successivamente estratte e purificate le proteine per produrre i biomateriali».

L’obiettivo ultimo del progetto è creare una filiera innovativa e integrata di economia circolare per la gestione dei rifiuti.

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