Ripensiamo al passato e miglioriamo il futuro

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di Mario Guidotti

Supereroi o dispensatori di Malasanità? Salvatori della Patria o imputati per omicidio colposo? Perché guardate che siamo gli stessi. Giriamo per gli ospedali e vediamo le stesse facce di un mese fa. Anzi, per la verità talune non le vedremo più per sempre perché caduti in battaglia, mentre altri volti sono mal riconoscibili, sfigurati da 24 ore di mascherina compressa, o invecchiati di colpo di dieci anni, con occhiaie e palpebre cadenti.

Ma siamo sempre noi. Sì, quelli che fino a un mese fa ricevevano testate sul naso in Pronto Soccorso da parenti di malati non rapidamente presi in carico, nonostante decine di richieste più urgenti. Le ambulanze oggi applaudite sono le stesse che portano i segni delle sassate di mesi fa. Siamo gli stessi che venivano accusati di omicidio colposo per presunti errori, che poi nel 99% dei casi venivano in diversi gradi di giudizio riconosciuti non tali, ma dopo anni di tritacarne giudiziario e gogne mediatiche. Siamo gli stessi che di fronte alla cortese richiesta di non fumare nei reparti, di rispettare gli orari di visita e di contenere il numero di visitatori perché potenziali portatori di microbi (appunto), venivamo insultati, trascinati presso le Direzioni Sanitarie ed Uffici Relazioni con il Pubblico con l’accusa di disumanità e abuso di potere. Che strano, adesso passiamo per le strade e vediamo cartelli con scritto “grazie”, la forza pubblica quasi ci scorta e ci saluta con sorrisoni.

Flash mob sui balconi. Per noi? Ma dai. Ripeto, siamo sempre gli stessi, i cattivoni di prima sono diventati eroi?

No, sono semplicemente cambiate le condizioni ambientali e le stesse persone che prima servivano meno ora sono esaltate, inneggiate. Di colpo acquisiamo autorevolezza.

Sì, perché nessuno chiede più a Dottor Google o Professor Yahoo come curarsi, tutti si precipitano in Pronto Soccorso. Non si sente neppure tanto parlare di altre medicine più o meno alternative. No-vax polverizzati. Ora si vuole lo pneumologo e il rianimatore.

E ci siamo, badate bene, ci siamo con il massimo impegno, ma nessun applauso. Concedeteci due (brutte) parole a chi ha evaso le tasse, sì perché con quelle ora ci paghiamo i dispositivi di protezione individuale, i farmaci e i respiratori, e se non ce ne sono tanti forse è perché le tasse le hanno pagate in pochi, magari tenendo quei denari per lo stadio e gli abbonamenti tv. Ma non è questo il momento della polemica, anzi ora tutti ai remi, ciascuno per fare a sua parte.

Quando però sarà passato questo tsunami non dobbiamo dimenticare tante cose per rendere migliore una nazione che ha massacrato il Servizio Sanitario, dal territorio, dove i Medici di base si sono immolati senza mascherine, agli ospedali, dove è stata clamorosa la mancanza di posti letto.

Sono tra gli spunti di riflessione che proponiamo a chi è costretto nelle proprie case: ripensare ai comportamenti passati per migliorare i futuri, perché come abbiamo visto, le condizioni ambientali possono cambiare da un momento all’altro.

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