Ristorazione, la cooperativa comasca Aclichef acquisita dalla bolognese Camst

Nella foto da sinistra Francesco Malaguti, Presidente di Camst, e Stefano Panzetta, Presidente di Aclichef.

Aclichef passa di mano. La storica società cooperativa di via Tentorio, specializzata nella ristorazione scolastica, è stata acquisita dalla bolognese Camst, azienda italiana leader nel settore. L’operazione ha assicurato a tutti i 49 dipendenti e soci della cooperativa di Aclichef – che ad oggi realizza 1.600 pasti al giorno e ha un fatturato di 1 milione di euro – la totale occupazione. Questa la cronaca di un’operazione commerciale riuscita che vedrà l’insediamento di Camst dal primo gennaio del 2020.
Ma guardando al passato si può riscoprire anche un’altra storia, molto natalizia. Tutto comincia nel dicembre del 1998. In quel periodo «vennero chiuse alcune mense Acli. Io ero allora membro della presidenza delle Acli provinciali – ricorda il presidente di Aclichef, Stefano Panzetta – e si doveva decidere che cosa fare, consapevoli che quelle chiusure significavano la perdita di posti di lavoro». Ecco allora che un gruppetto di persone decise di inventarsi qualcosa. Questo nucleo iniziale di volenterosi, capitanati dal cuoco Francesco Iaquinta e con altri 12 lavoratori, decisero di fare una scommessa». Da lì la decisione di fondare una nuova cooperativa divenne reale il 23 dicembre del ’98. «Si puntò sulla refezione scolastica e soprattutto si misero al centro della nuova impresa i soci lavoratori che entrarono anche nel consiglio di amministrazione», ricorda Panzetta. E così dai 13 fondatori iniziali si arrivò a 98 soci lavoratori e ben 100 dipendenti nel momento di massima espansione che «arrivarono ad occuparsi di ben 35 scuole in 25 comuni. Con una maggioranza di donne tra i soci lavoratori», spiega il presidente. Nel 2003 si decise di fare un’altra scommessa puntando ancora una volta sul futuro e venne così realizzato il centro cottura di via Tentorio. E molti dei soci, convinti della bontà dell’operazione, «investirono parte dei loro risparmi e parte del loro Tfr per dare vita al centro di cottura». Ritornando ad oggi, va detto come «ormai da alcuni anni ci siamo resi conto che la refezione scolastica è sempre più appannaggio di società molto grandi perché è necessaria un’organizzazione molto ampia e strutturata e ci siamo così guardati intorno per capire come andare avanti. I primi contatti con Camst risalgono a due anni fa e oggi si è conclusa l’operazione di cessione di ramo d’azienda. Ciò significa che comunque Aclichef come soggetto a sè rimane. E qualcosa bolle già in pentola per il futuro», conclude il presidente. Soddisfazione ovviamente anche sul versante Camst. «Questa operazione è stata fortemente voluta dal nostro gruppo per rafforzare la presenza in Lombardia, regione in cui siamo presenti da diversi anni con i nostri servizi, e il legame con il territorio – dichiara Francesco Malaguti, presidente di Camst – Aclichef è una società cooperativa proprio come Camst e questo ci consente di condividere la stessa cultura e gli stessi valori che mettono al centro le persone e la passione per il lavoro che svolgiamo ogni giorno».
Un’ultima menzione va fatta anche per un appuntamento diventato ormai di tradizione in Aclichef: ovvero il concorso dei Minicuochi che Francesco Iaquinta inventò e organizzò fin dal 1998.
A maggio del 2019 si è svolta la 21esima edizione. Una giornata in cui più di 50 ragazzi delle scuole si trasformavano in piccoli cuochi e invadevano con le loro ricette e la loro fantasia le cucine di via Tentorio per preparare i loro piatti, poi giudicati da una giuria di super esperti.

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