Ristorni dei frontalieri. Il Parlamento ticinese: «Si tratti»
Cronaca

Ristorni dei frontalieri. Il Parlamento ticinese: «Si tratti»

Chi deve intervenire sull’annosa questione dei ristorni dei lavoratori frontalieri? Secondo il parlamento del Canton Ticino il compito spetta al governo regionale, che dovrà spronare la controparte italiana a trovare una soluzione. Nuovo passaggio istituzionale sul versante svizzero per la questione delle tasse prelevate alla fonte agli oltre 60mila lavoratori che risiedono in Italia, in uno dei comuni di confine, ovvero utilizzano i servizi italiani alla persona, pur lavorando in Svizzera.
Ieri il Gran Consiglio, parlamento ticinese, si è espresso su una mozione presentata tre anni fa dai deputati Maurizio Agustoni e Giorgio Fonio dal titolo “Ristorni dei frontalieri: quando ci attiveremo per un uso conforme all’accordo?”.
La mozione è stata accolta dal 56% del Parlamento. Anche la minoranza ha chiesto di uscire da una situazione di stallo. Tra i favorevoli, come si evince dal portale Ticinonline.ch, Daniele Caverzasio, per la Lega dei Ticinesi, che ha definito la mozione una «proposta minimalista e di buonsenso». «Speriamo – ha aggiunto – di portare qualcosa a noi del Mendrisiotto ma anche nell’Alto Malcantone dove le problematiche del traffico sono molto più sentite». Il diabattito sul tema, in Canton Ticino, rimane ad ogni modo infuoca. Il tema dei proventi delle tasse prelevate alla fonte sui frontalieri e restituire in qualche modo all’Italia, ovvero ai Comuni di residenza dei lavoratori, aveva spaccato in due l’ultima Commissione, chiamata su una mozione del Ppd, che chiede al Governo di vincolare una parte dei fondi per opere di mobilità. Il tema del traffico causato dai mezzi dei frontalieri è infatti rovente.

29 maggio 2018

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