Rito delle Ceneri, il vescovo elogia il digiuno

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Ieri in Cattedrale

Tempo di penitenza e mortificazione. Ieri, con il rito dell’imposizione delle Ceneri, è iniziata la Quaresima nella Diocesi di Como, periodo liturgico “forte” in preparazione della Pasqua.
«Dentro il digiuno, c’è il segreto della custodia della nostra libertà. Solo così siamo aperti alla tenerezza e al perdono», ha commentato, nella sua omelia pomeridiana in Cattedrale, il vescovo Diego Coletti. Che ha esortato i fedeli comaschi a dire un “no” fermo alle tante lusinghe, anche di

per sé lecite, «che però ci tengono schiavi».
«Ciascuno faccia il suo esame di coscienza per trovarle» ha aggiunto il presule, sottolineando che «se non sei libero non ami e se non ami non sei cristiano». Per il vescovo lariano, quindi, «la libertà è indispensabile per poter dire a Dio e a chi Egli ci affida “vi voglio bene”, “sono qui per te”, “ti dono la mia vita”. Se non sono capace di quel dominio di sé che San Paolo elenca come la più fondamentale delle conseguenze dell’azione dello Spirito Santo in noi, non possiamo amare».
In tal senso, il digiuno cui richiama il tempo quaresimale è per il vescovo «un grande allenamento all’amore». Più che un “sacrificio” finalizzato a una eventuale ricompensa, va vissuto quotidianamente in una dimensione di preghiera: «Solo così possiamo esserne davvero fieri, come persone adulte e serie che intrattengono una relazione reale e vibrante con Dio. Perché se non ci sono radici, il fiore non sboccia. La preghiera non è una stanca distratta ripetizione di formule, una tassa che dedico al Signore una volta la settimana».
Domani, alle 21, al Centro pastorale “Cardinal Ferrari” di Como, in viale Cesare Battisti 8, il vescovo sarà relatore dell’incontro dedicato all’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii Gaudium.

Nella foto:
Il vescovo di Como Diego Coletti ieri in Duomo durante il rito delle Ceneri (foto Mv)

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