Rivede in centro il rapinatore e lo fa arrestare

altEpilogo della vicenda in viale Varese
Passeggiava lungo viale Varese in centro a Como, quando all’improvviso ha visto dall’altra parte della strada l’uomo che venti giorni prima l’aveva rapinato del telefono cellulare, minacciandolo con un coltello. A quel punto non si è perso d’animo e ha chiesto aiuto, contattando il 112.

In attesa dell’arrivo delle volanti, ha poi pedinato il sospettato riuscendo alla fine a indicare agli agenti il punto esatto dove si trovava. In manette, colpito da un fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di rapina impropria, è così finito un 28enne marocchino senza fissa dimora. Sarebbe lui, con un complice ancora ricercato, il responsabile dell’aggressione andata in scena tra via Milano alta e piazza San Rocco la sera del 3 agosto. Ecco i fatti, come raccontati dalla vittima. La sera di inizio agosto, un etiope cammina in via Milano alta. Gli si fanno incontro con tono molto amichevole, due marocchini che lo abbracciano e lo salutano: «Quanto tempo che non ci vedavamo». 

In realtà subito dopo, i due si allontanano.
L’etiope si accorge subito che dalla tasca è scomparso il telefono cellulare. Capisce quanto è appena avvenuto e insegue i due marocchini fino a piazzale San Rocco, chiedendo indietro il suo telefono. I due prima fanno finta di nulla, poi lo scansano, alla fine compare sulla scena anche un coltello. L’etiope, minacciato, si allontana a mani vuote senza telefono. Giovedì mattina tuttavia, la vittima, mentre cammina lungo viale Varese, rivede uno dei due malviventi e contatta la polizia. Sul posto arrivano le volanti della Questura che intervengono fermando il marocchino, che viene portato negli uffici di viale Roosevelt. Si tratta di un uomo molto noto alle forze dell’ordine che è poi stato colpito da un fermo di polizia giudiziaria con l’ipotesi di reato di rapina impropria. Del complice per il momento non c’è alcuna traccia.

M.Pv.

Nella foto:
Piazza San Rocco: qui i due marocchini avrebbero puntato il coltello addosso a un cittadino etiope rapinandolo

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