Rogo al “Lido”, Argegno si interroga

Si teme che non riapra per l’estate
La causa scatenante dell’incendio che mercoledì notte ha distrutto il bar “Lido” di Argegno rimane ancora sconosciuta. Il chiosco, luogo di richiamo durante tutta la stagione turistica, rischia di non essere riaperto per la prossima estate: nonostante l’intervento immediato dei vigili del fuoco, è stato completamente divorato dalle fiamme.
Intanto proseguono le indagini. Il giorno dopo il rogo, i sopralluoghi dei carabinieri hanno escluso la possibilità di un’origine dolosa

. Un’ipotesi al vaglio degli inquirenti farebbe pensare a un cortocircuito che si sarebbe verificato all’interno di un quadro elettrico.
Ieri le autorità competenti hanno delimitato l’area che circonda il chiosco, dichiarata inagibile e che aspetta nei prossimi giorni gli adeguati rilievi dei vigili del fuoco perché si faccia chiarezza sull’origine delle fiamme.
«Non è ancora possibile definire l’ammontare preciso dei danni, ma in base alle prime stime dovrebbe aggirarsi attorno ai 200mila euro. Nei mesi scorsi si era ipotizzata una ristrutturazione e già due anni fa avevamo chiesto un contributo al Fondo della Regione Lombardia – dice il primo cittadino Francesco Dotti – Un finanziamento che non è poi arrivato, ma per il quale stiamo ora aspettando in graduatoria. Ora attendiamo che vengano chiarite le cause e poi prenderemo le dovute decisioni».

Nella foto:
Ciò che resta del bar “Lido” di Argegno, che mercoledì è stato completamente divorato dalle fiamme (foto Mattia Vacca)

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