Rubano le chiavi di una casa e la devastano: baby-gang in centro a Como
Cronaca

Rubano le chiavi di una casa e la devastano: baby-gang in centro a Como

Rubano le chiavi di casa all’amica, si introducono nell’appartamento approfittando dell’assenza della famiglia (partita per la vacanza) e lo devastano. Non contenti, si allontanano con il motorino della giovane. L’incredibile storia è avvenuta a Como, in pieno centro, dieci giorni fa e ha riguardato una baby gang “nostrana” guidata da un 13enne.

Vicenda già ricostruita nei dettagli dalle forze dell’ordine che hanno individuato il responsabile che tuttavia, non avendo ancora 14 anni, non è imputabile. La storia è emersa a margine di una riunione di Civitas, lista che ha nell’ex assessore ai servizi sociali del Comune di Como, Bruno Magatti, l’elemento di riferimento.

Tutto come detto sarebbe avvenuto una decina di giorni fa. Un gruppo di giovanissimi riesce a impossessarsi delle chiavi della casa di una ragazza che conoscevano. La giovane, pochi giorni dopo, parte per le vacanze con la famiglia e la casa rimane vuota. La baby gang a questo punto si introduce indisturbata nell’appartamento e lo devasta, prende a martellate la televisione, crea danni di ogni tipo e, non contenta, scappa anche con un motorino rubandolo dal garage.

Al ritorno dalle ferie, la famiglia si trova di fronte alla devastazione. La figlia non ha più le chiavi di casa, e le forze di polizia in breve tempo riescono a ricostruire l’accaduto, a risalire ai responsabili e a individuarli. Il loro leader è un 13enne comasco, già noto ai servizi sociali della città per una condizione familiare particolarmente difficile.

«Appena l’ho saputo – racconta Magatti raggiunto al telefono – ho contattato i servizi sociali, e purtroppo il leader di questo gruppetto è un nome noto. È un ragazzino con una storia familiare molto disagiata, minore di 14 anni. L’immigrazione non c’entra, la mamma è italiana e la storia è strettamente comasca. Si tratta della punta dell’iceberg di una vera e propria emergenza minori: in città si contano circa 500 minorenni affidati alla tutela minori. Sono situazioni alle quali bisogna rispondere con investimenti. Bisogna investire in educazione e formazione, mettendo in campo tutti i professionisti che studiano discipline sociali. Una vicenda simile ci turba, inevitabilmente. E ci segnala un disagio che richiede soldi e tempo da parte dell’amministrazione».

7 settembre 2018

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