Sabato al Sociale omaggio a Dante con Poggioni

L'attore Christian Poggioni

Nel 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, sabato 8 maggio alle ore 19 al Sociale di piazza Verdi a Como l’attore comasco Christian Poggioni declama l’Inferno, accompagnato dalle musiche originali dal vivo di Adriano Sangineto. Una lettura scenica di forte impatto linguistico e sonoro, ispirata alla riduzione drammaturgica dell’Inferno dantesco composta dal poeta, scrittore e drammaturgo Edoardo Sanguineti con il suo stile originale e graffiante e accompagnata dalle suggestione sonore di musiche originali.

Nella Divina Commedia vi sono passi, versi, aggettivi, pronomi per i quali sono state fornite moltitudini di interpretazioni perfettamente inconciliabili fra loro. Sono stati scritti centinaia di migliaia fra libri, saggi, articoli, apparati di note, dizionari.

Uno dei primi a intervenire fu Francesco Petrarca, che rinfacciava a Dante, morto da meno di quarant’anni, l’entusiasmo dozzinale degli osti e dei tintori fiorentini che ne blateravano le terzine storpiandole.

Giovanni Boccaccio, 50 anni dopo la morte di Dante, tenne in Firenze una lettura pubblica dell’Inferno diventando così il primo attore a cimentarsi con la Lectura Dantis, rito collettivo in cui i “sacri” versi si fanno carne e voce.

Anche Christian Poggioni, come i “profani” fiorentini del 1300, si è impadronito di queste terzine entusiasmandosi, a volte storpiandole e tradendole ma con il desiderio di regalare al pubblico un’esperienza intensa. Poiché la Divina Commedia è una straordinaria sinfonia poetica, se ne godono pienamente le molteplici sfumature musicali ascoltandola in presenza di un attore che ne “suoni” le parole.

Lo spettatore viene condotto, come un novello Dante, attraverso i gironi della prima Cantica della Commedia.

Prima di uscire a riveder le stelle, anche il pubblico verrà interpellato da una moltitudine di dannati, Paolo e Francesca, Ciacco, Pier della Vigna, Brunetto Latini, Vanni Fucci, Ulisse, Frate Alberigo, il Conte Ugolino… spiriti di lussuriosi, golosi, suicidi, ladri, traditori che con parole disperate, irriverenti, nostalgiche o sacrileghe, ma sempre umanissime, racconteranno la storia della loro vita, il peccato che li dannò, il desiderio di essere ricordati nel dolce mondo.

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