A Lugano l’estival jazz compie 36 anni

L’esempio Seul Ceresio. La certezza della continuità
Una volta Lugano era “solo” Estival Jazz. Poi, in aggiunta, è arrivato il Long Lake Festival, un megacartellone che a luglio da qualche anno regala di tutto. Basti dire che ultimamente sono arrivati artisti del calibro di Mark Lanegan e Joan Wasser as a Police Woman. Per Estival, parlano le 35 edizioni (nella foto, piazza Riforma gremita nel 2010) che hanno portato a Lugano e Mendrisio il meglio del rock, del jazz e della musica world. Solo lo scorso anno sono arrivati Jefferson Starship, Steve Winwood, Premiata Forneria Marconi. Fare un elenco di tutti gli artisti esibitisi in piazza della Riforma è quasi impossibile, ma di certo sappiamo che Jacky Marti è il motore di questa storica manifestazione, certamente una delle più importanti d’Europa nel suo genere.

Tutti i più grandi sono passati di qui, da Van Morrison a Buddy Guy, da Eric Burdon a Brian Auger, da Rick Wakeman a Solomon Burke. Il segreto? Passione e continuità, non si arriva a 36 anni – accadrà quest’anno – per caso.
Spesso quando i cartelloni ticinesi fanno impallidire le nostre manifestazioni, è facile sentire questa frase, la madre di tutte le giustificazioni: «In Svizzera hanno i soldi». Che sarà pur vero, però non basta, altrimenti, quando i soldi scorrevano anche da queste parti, qualcosa che potesse durare nel tempo avremmo anche potuto costruirla. Invece, spesso, si è preferito puntare tutto su un solo evento, vedi Moa (Music On Air) senza guardare alla sua sostenibilità e continuità. In Svizzera partono dal basso, ma, quasi sempre, arrivano in alto.

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