A Milano le “Tre Grazie” del canzese Fiume

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La scultura da ieri in piazza Piemonte

Una foto del 1992 ritrae Salvatore Fiume – pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo originario di Comiso e, per molti anni, attivo a Canzo – mentre lavora intorno a un grande gruppo statuario, Le Tre Grazie. Dalle sue mani hanno già preso forma una moderna figura femminile fatta di spigolose geometrie cubiste e una matrona di derivazione metafisica che sembrano armonizzarsi nell’abbraccio gioioso e danzante della dorata e sensuale Grazia posta al centro.
La scultura

fusa in bronzo, donata al Comune di Milano dai figli ed eredi del maestro in collaborazione con la galleria Artesanterasmo, è stata collocata ieri – nel giorno in cui Salvatore Fiume avrebbe compiuto 98 anni – a Milano, in piazza Piemonte. Scrisse a suo tempo Franco Solmi, a proposito del ciclo delle Ipotesi di cui il gruppo statuario è parte, di una «riverente irriverente classicità: la sola che può essere immaginata dall’uomo di oggi che vive in un mare di oggetti fra cui galleggiano i relitti delle antiche metafisiche».
In questo mondo ipotetico espresso da Fiume, oltre che nella grande scultura, in 18 dipinti, fra il 1983 e il 1992, elementi di opere di grandi maestri e rivoluzionarie figurazioni novecentesche – da Picasso, De Chirico, i Surrealisti – prendono vita in paesaggi astratti e atemporali.
Ma, fra le Tre Grazie, la geometrica donna cubista e quella metafisica dechirichiana sembrano fare da cornice alla vitale originalità della statua centrale, che ha il sorriso sensuale e la primordiale vitalità proprie della figurazione della donna di Salvatore Fiume, variamente declinata dal maestro nell’indagine mai sopita intorno al suo mistero.
«La collocazione di questa scultura in piazza Piemonte – sottolineano Laura e Luciano Fiume, figli del pittore – rappresenta un felice momento di continuità nel rapporto di Salvatore Fiume con la città di Milano (che nel 1988 gli conferì l’Ambrogino d’Oro) e, più in generale, con la Lombardia. La sua prima mostra in uno spazio pubblico fu quella a Palazzo Reale nel 1974, in cui, fra l’altro, espose una installazione che occupava quasi interamente la Sala delle Cariatidi».
Un importante segno di questa continuità è stata la recente costituzione a Palazzo Lombardia dello “Spazio Fiume”, inaugurato un anno fa, che ospita in permanenza dipinti e sculture donati dai figli alla Regione.
Nello stesso periodo in cui si è insediato lo spazio intitolato all’artista, il capoluogo lombardo ha ospitato a Palazzo Pirelli, sede del consiglio regionale, la mostra Le identità di Salvatore Fiume (ottobre-dicembre 2012).
La Fondazione Fiume continua intanto la sua attività con le visite guidate per piccoli gruppi nell’atelier di via Verza, a Canzo, e si prepara all’appuntamento con il centenario della nascita del maestro nel 2015.
Spiega Laura Fiume: «In questa importante ricorrenza vorremmo offrire la possibilità di vedere e conoscere le opere di Salvatore Fiume. Ci piacerebbe promuovere occasioni di esposizione e valorizzazione presso enti pubblici e privati che ne sono in possesso».
Artista di stampo “rinascimentale” per la poliedricità dei linguaggi espressivi sperimentati, Fiume ha eseguito opere oggi conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra i quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di San Pietroburgo, il Museum of Modern Art di New York e la Galleria d’Arte Moderna di Milano.

Giuliana Panzeri

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