A Muggiò vince il degrado tra palasport e piazza d’Armi. «Bertolaso aveva ragione»

Il palazzetto dello sport di Muggiò (Como) in stato di abbandono.

Sono trascorsi cinquant’anni dalla costruzione del Centro sportivo di Muggiò. L’inaugurazione, dopo un paio d’anni di lavori, risale al 1972, il sindaco era Antonio Spallino. Prendeva così vita il disegno di una cittadella dello sport nel raggio di circa un chilometro, tra Camerlata, Albate e Muggiò. Dall’altra parte della via Canturina c’era del resto, già dal 1956, la pista d’atletica.
Nel terreno confinante al Campo Coni, nel 1973, sorgerà il centro sportivo di via Belvedere, con due campi di calcio, pista per il pattinaggio a rotelle e quattro campi da tennis. Anche nel Centro sportivo di Muggiò erano previsti due campi da tennis all’aperto, con fondo sintetico. Il punto di forza di Muggiò erano però le due palestre, una più grande, con tanto di tribune attrezzata per la ginnastica, il basket e il volley, l’altra un po’ più piccola, per le arti marziali. Una serie di locali vengono destinati alle sedi delle Federazioni sportive. Diversi spogliatoi e i locali per l’alloggio del custode completavano la struttura.
Nel 1981 sarebbe poi arrivata la piscina olimpionica a completare il terzo, ma anche il più importante per capacità di accogliere utenza, polo sportivo di Como, dopo l’area dello stadio, della piscina e delle società nautiche degli anni Trenta, e quella di Casate, con piscina e palaghiaccio della fine degli anni Sessanta.
Quella del palazzetto di Muggiò è una storia di degrado molto più rapido anche rispetto alla piscina. Dopo pochi anni, le pareti degli spogliatoi, ad esempio, in strutture modulari e non in muratura, mostrano subito segnali di cedimenti. Lo stesso accade per le sedi delle associazioni, che via via abbandonano Muggiò. Sul campo principale la Comense del basket riesce a disputare dei campionati di serie A1.
Per anni chiede un adeguamento, fino a realizzare un proprio palazzetto nel 1989, il PalaSampietro (oggi PalaFrancescucci) a Casnate con Bernate. Nel novembre 2013 la chiusura totale a causa del concreto rischio crolli. Oggi, sette anni e mezzo dopo, o se preferite 2.700 giorni, la situazione non è cambiata. Ovviamente solo il degrado è peggiorato, come denunciano queste immagini e le parole di una residente.
«Il problema qui è ampio – spiega Franca Schena, che vive a pochi passi dal palazzetto – Di recente il commissario Guido Bertolaso ha denunciato il degrado della zona. Sapete cosa vi dico? Aveva perfettamente ragione. Ci fosse stato un esponente della giunta che è venuto a vedere se Bertolaso diceva o meno la verità, su piazza d’Armi e sull’area del palazzetto. Altro che farci un hub vaccinale».
La signora Schena, che vive a Muggiò da oltre 35 anni, spiega come la situazione sia precipitata.
«Nessuno pota più gli alberi – commenta – ce ne sono di enormi nel parco del palazzetto, negli ultimi due anni il vento ne ha spezzati o fatti cadere cinque. In un caso è stata danneggiata un’auto, fortunatamente non passava nessuno. Da mesi, poi, è stato abbandonato un cane all’interno del cancello. Lo sento piangere la notte e quando passano le ambulanze».
C’è poi la questione della vicina piazza d’Armi. «Viene usata per la raccolta differenziata – spiega Franca Schena – Abbiamo ricevuto una lettera dal sindaco che invitava a non gettare briciole dai balconi per non favorire il proliferare dei piccioni, ma qui i problemi sono i topi. Io però non mi arrendo – conclude – ogni lunedì mattina spazzo il marciapiedi davanti al nostro condominio, ho fatto decine di segnalazioni in Comune, inviato mail all’Urp. Ora speriamo che dopo questa segnalazione sul giornale qualcosa si muova. È davvero un delitto vedere l’incuria nelle cose pubbliche. Qui basterebbe davvero poca manutenzione del verde e pulizia. Spero che qualcuno ora intervenga».

QUI L’APPOFONDIMENTO SULLA SITUAZIONE DEI CAMPI DI CALCIO CITTADINI, CHE PRESENTANO UNA SERIE DI PROBLEMATICHE

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