Ratti, il Covid presenta il conto. Tutto il tessile del lusso indebolito dal virus

L'ingresso dello stabilimento della Ratti a Guanzate

A fine aprile il Gruppo Ratti di Guanzate, società quotata in Borsa e leader nella creazione, produzione e distribuzione di tessuti di alta gamma a livello internazionale, aveva approvato il bilancio 2020. Un bilancio chiuso in positivo, con un utile netto di 0,8 milioni di euro, nonostante i durissimi mesi di lockdown e di contrazione dei consumi durante la pandemia. Il 2020 era iniziato bene del resto e quanto fossero buoni i numeri del primo trimestre dell’anno scorso emerge ora chiaramente dal raffronto con i risultati attuali.

Il cda di Ratti, che, ricordiamo, fa parte dell’impero del tessile italiano Marzotto, ha esaminato giovedì i ricavi del primo trimestre 2021. Il fatturato di 16,7 milioni è in calo del 28,3% rispetto al 2020. Il Covid ha indebolito anche i consumi del settore moda abbigliamento, «penalizzato a livello globale» si legge nella nota.

Lo smartworking in tuta da casa, la lunga chiusura di ristoranti, teatri, cinema, non ha invogliato certo ad acquistare vestiti e accessori di alta gamma. Proprio il polo Luxe ha registrato una contrazione delle vendite di 3,8 milioni di euro (-29,2%), collegata in particolare al segmento dei tessuti per abbigliamento, mentre il polo Rainbow (che da gennaio comprende il polo Collezioni e il polo Fast Fashion) registra una diminuzione di 0,6 milioni (-16,5%), relativa in particolare ai segmenti abbigliamento e camiceria. Il polo R Art (già Business Ties) risulta in contrazione (-0,7 milioni di euro, pari al -82,4%).

Ratti guarda alla campagna vaccinale con speranza «l’evoluzione dell’anno 2021 per il Gruppo dipenderà dalle tempistiche di stabilizzazione della situazione sanitaria, sociale ed economica a livello globale» si legge nella nota.
Proseguono le cautele logistiche in sede e tutti i protocolli di sicurezza per tutelare la salute di dipendenti e collaboratori. Compresa l’attività in telelavoro. Per la contrazione delle spese e con i volumi ridotti, Ratti sta utilizzando da mesi ammortizzatori sociali, ma grazie «a una solida posizione patrimoniale e finanziaria proseguono gli investimenti in impianti e tecnologie considerati prioritari per il perseguimento degli obiettivi strategici di medio-lungo termine» conclude la società.

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