A processo la “baby gang” di Como, in 10 scelgono l’Abbreviato. Prime sentenze attese per il 30 maggio

Baby gang Como

In dieci hanno chiesto il rito Abbreviato (con data che deve ancora essere fissata).
Gli altri sei invece non hanno optato per vie alternative dopo la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Procura presso il Tribunale dei Minori di Milano.
Stiamo parlando della vicenda processuale che aveva riguardato la baby gang di Como, minorenni che a inizio anno erano finiti in una ordinanza di custodia cautelare che aveva fatto molto clamore in provincia e anche nel resto d’Italia proprio per l’elevato numero di ragazzini coinvolti. Il blitz della squadra Mobile e dei Carabinieri era avvenuto negli ultimi giorni di gennaio.
Diciassette ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni (appena compiuti), per la stragrande maggioranza italiani (solo cinque gli stranieri) erano stati raggiungi da una misura restrittiva in cui venivano contestati (a vario titolo) ben 38 reati tra furti, ricettazioni, rapine, danneggiamenti, estorsioni e altro.
Il tutto in quella che era stata definita come una «escalation criminale» partita nel luglio del 2018 e conclusa proprio a inizio 2019. Della baby gang facevano parte anche dei 13enni, età che li aveva resi non punibili dalla legge. Cinque ragazzi erano finiti in carcere, altri sette furono portati in una comunità, agli ultimi cinque era stata imposta la misura della permanenza nell’abitazione, una sorta di arresto domiciliare per chi non ha ancora 18 anni. La banda che terrorizzava il centro di Como era composta da residenti a Como (la maggioranza di loro), ma anche a Cantù-Vighizzolo, Lipomo, Cernobbio, Capiago Intimiano e Montano Lucino. Il punto di ritrovo del gruppo era all’esterno di una attività commerciale dei Portici Plinio in centro a Como. La procura dei Minori per 16 dei 17 giovani (uno era stato scagionato) aveva chiesto l’Immediato. Vicenda che ora è stata divisa in più parti. I dieci dell’Abbreviato attendono ancora la data per discutere la loro posizione.
In cinque invece, “accettando” l’Immediato, hanno chiesto – tramite i rispettivi legali – di acquisire le informative della polizia giudiziaria e discuteranno il loro processo il 30 maggio, giorno in cui potrebbero dunque arrivare le prime sentenze. L’ultimo indagato – un 16enne di Como assistito dall’avvocato Alberto Minasi – ha infine chiesto di sentire i testimoni in una apposita udienza fissata il 23 maggio.

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