Abusi al Preseminario, chiamati a deporre anche i due vescovi di Como

Vaticano, San Pietro

Ieri, nel Tribunale della Città del Vaticano, presieduto dall’ex procuratore di Roma e magistrato antimafia, Giuseppe Pignatone, si è tenuta una nuova udienza del processo per i presunti abusi ai cosiddetti “chierichetti del Papa” nel Preseminario San Pio X. È stata ascoltata la versione del principale accusato, don Gabriele Martinelli, sacerdote della Diocesi di Como, indicato, da una delle presunte vittime, come autore degli abusi.
Nel corso dell’interrogatorio è emersa anche la notizia di una lettera al Papa inviata, sempre dalla presunta vittima, il 9 giugno del 2017, per fare conoscere al pontefice ciò che sarebbe avvenuto. Altre lettere con accuse di abusi sarebbero arrivate sia all’ex rettore don Enrico Radice (l’altro imputato nel procedimento per negligenza e mancata sorveglianza nella gestione del collegio) sia al cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, dove i chierichetti del Preseminario svolgono il servizio liturgico.
L’attuale vescovo della Diocesi di Como, monsignor Oscar Cantoni, e il suo predecessore, monsignor Diego Coletti, saranno chiamati a testimoniare al processo in Vaticano il prossimo 25 febbraio.
Don Gabriele Martinelli, nell’interrogatorio di ieri, ha respinto ogni addebito. Si è difeso spiegando che «le accuse volevano colpire il Preseminario». Nell’udienza dello scorso novembre era stato ascoltato soltanto monsignor Enrico Radice; don Martinelli non si era potuto infatti spostare dalla Rsa in cui presta la sua opera, all’interno della regione Lombardia, che al momento dell’udienza era zona rossa.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.