Accordo fiscale sui frontalieri: c’è una trattativa “riservata”

passaggio doganale per i frontalieri

Una trattativa riservata tra il Canton Ticino e la Regione Lombardia per “correggere” la bozza d’intesa italo-svizzera sulla tassazione dei frontalieri. Da mesi, tenendo tutto sotto silenzio, il governo di Bellinzona sta lavorando con la giunta Fontana per riscrivere l’accordo parafato nel 2015 ma mai approvato dal Parlamento italiano.
Un accordo, va ricordato, su cui le due forze di governo oggi legate da un contratto – Lega e Movimento 5 Stelle – hanno sempre espresso più di una riserva. In campagna elettorale, lo scorso anno, Matteo Salvini parlò ad esempio di un documento «devastante» e «da cancellare». E nell’agenda della legislatura inaugurata nella primavera 2018, il testo siglato dai ministri dell’Economia nel febbraio 2015 non è mai stato preso in considerazione.
Eppure, come detto, per tutto il 2019 la Regione – con l’assessore Massimo Sertori – e il Consiglio di Stato ticinese – attraverso il delegato per le relazioni transfrontaliere, Francesco Quattrini – hanno lavorato a un nuovo testo.
La notizia è stata data dallo stesso Sertori nel corso dell’ultima riunione della commissione regionale sui rapporti con la Svizzera, il cui audio (con un certo ritardo) è stato finalmente possibile ascoltare in forma integrale.
Illustrando lo stato dell’arte della cosiddetta road map firmata il 17 dicembre dello scorso anno tra Lombardia e Ticino, l’assessore ha rivelato l’istituzione di un «tavolo» sulla fiscalità dei frontalieri, aperto nonostante la materia «non fosse di competenza della Regione».
Con il Cantone, ha detto Sertori, «stiamo cercando una sintesi sull’accordo del 2015; vorremmo arrivare a un documento condiviso. Se dovessimo riuscirvi, porteremo questo documento noi a Roma e i ticinesi a Berna».
Con quale obiettivo? Gli interessi delle due parti sembrano essere distanti. Sicuramente lo sono quelli dei frontalieri da quelli dei due governi. L’aggravio fiscale ipotizzato dall’accordo penalizzerebbe infatti enormemente i lavoratori – lo ha ammesso lo stesso Sertori – mentre a Roma e a Bellinzona entrerebbero più tasse.
«Tentiamo di capire se si riuscirà ad avere un testo condiviso – ha spiegato l’assessore regionale – in questo momento tutto è fermo, la situazione non è facile. Al di là del fatto che la Regione non ha competenza in materia, è chiaro che un’eventuale intesa sul tema tra Lombardia e Ticino avrebbe un valore politico rilevante».
In quale direzione vada questa possibile modifica, però, non è dato sapere. Né quali siano i tempi di una possibile firma.

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