Adesso spunta anche la guarigione miracolosa

Al centro dell’attenzione della Chiesa, inoltre, la rivelazione di una maternità
Riduzione di un tumore dopo le preghiere accanto al maestro del coro
Le telefonate in parrocchia, al prevosto don Luigi Savoldelli, in cui i fedeli chiedono di poter conoscere il direttore del Coro di Maccio. Ma anche le mail che giungono in redazione da molte località italiane, con le quali la gente cerca informazioni per raggiungere la chiesa di Villa Guardia diventata ormai santuario.
E poi, le affermazioni di alcuni fedeli, che attribuiscono a Gioacchino Genovese veri e propri atti straordinari.
«Miracoli». Che la Chiesa non riconosce come tali e
che lo stesso 51enne maestro di musica non può e non vuole ovviamente confermare. Ma la voce corre. Ed è difficile frenare l’entusiasmo di chi crede che le visioni e le preghiere mistiche di Genovese siano un segnale della presenza divina.
Due sono i casi che in questo momento sono stati portati all’attenzione anche delle gerarchie ecclesiastiche e su cui discute soprattutto il paese: la riduzione del 60% di un tumore in una donna di Villa Guardia e la rivelazione di una maternità a una giovane coppia di sposi. Il primo caso è quello di una signora alla quale i medici hanno diagnosticato un cancro. Dopo le cure chemioterapiche, il tumore si è ridotto in modo molto consistente.
Qualcosa che la medicina potrebbe probabilmente spiegare scientificamente, ma che la donna ha da subito attribuito alla “grazia” di Gioacchino Genovese. Nessun miracolo, a voler essere chiari, ma la convinzione profonda di una credente che nel momento della difficoltà ha anche pregato accanto al mistico.
Il risultato – la riduzione della malattia – è stato dalla donna attribuito al soprannaturale e non alle cure mediche che pure vi sono state.
Il secondo caso è diverso, ma ugualmente interessante, ancorché significativo di una capacità sensitiva molto forte posseduta dal 51enne maestro di musica.
Una coppia di giovani sposi, avvicinati dal mistico, ha saputo di attendere un figlio. Sembra appurato che nessuno avesse parlato prima di questo evento, che nessuno potesse cioè saperlo. Nessuno ma non Gioacchino Genovese, il quale – pare – non sarebbe nemmeno nuovo a questo tipo di percezioni. Fatti che lasciano stupiti, che possono far pensare. E che, sicuramente, hanno trasformato negli anni la chiesa di Maccio in un luogo di culto molto frequentato. Non è così strano, dicono in paese, trovare un centinaio di persone, a mezzanotte, riunite in preghiera, in quello che adesso è diventato il Santuario di Maccio.
Un segno anche questo, se si vuole, miracoloso. In tempi in cui la pratica religiosa sembra essere distante dalla cultura di massa, la presenza di un mistico ha ridato forza a qualcosa che pareva non averne più.

Dario Campione

Nella foto:
Gioacchino Genovese, il maestro del coro della parrocchia di Maccio, frazione di Villa Guardia, da giorni al centro dell’attenzione

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