Alberti rende omaggio a Plinio: a Blevio un mosaico per la “Naturalis historia”

Opera di Emilio Alberti- FONTANA, Acrilici, stucchi, alluminio su tela, cm 120x100, 2019

L’artista lariano Emilio Alberti, scultore e pittore innamorato del tema dell’acqua e appassionato interprete della natura, ha appena vinto il concorso indetto dal Comune di Blevio per un’opera per il Parco Mosaici che la località lariana amata dagli artisti (in primis Giuditta Pasta) da qualche anno sta allestendo nei vicoli del paese.
Sono mosaici della stessa dimensione 125×101 centimetri applicati su supporto in metallo. Alcuni sono stati realizzati da classi di studenti, altri da artisti tramite concorso.
Alberti ha partecipato con un bozzetto dedicato a Plinio il Vecchio e alla sua Naturalis Historia, la grande enciclopedia del mondo antico in 37 libri, in vista dell’imminente bimillenario. Se tutto va bene il mosaico di Alberti verrà posato all’inizio dell’estate.
«L’idea progettuale – dice Alberti – trae spunto dall’opera enciclopedica di Gaius Plinius Secundus, conosciuto come Plinio il Vecchio nato a Novum Comum, l’odierna Como, il 23 o il 24 d.C., nella quale raccolse le basi del sapere in una sintesi umanistico-scientifica. La Naturalis Historia è una grandiosa e innovativa indagine su tutta la natura conosciuta nell’antichità, dalla vita dell’uomo alla storia delle popolazioni dell’impero romano alla descrizione delle piante e degli animali. Appassionato studioso, funzionario imperiale, la sua figura è fondamentale per la formazione culturale e scientifica del mondo contemporaneo».
«L’ammirazione per tutto ciò che esiste permea la sua opera – prosegue Alberti – studiata e tradotta come uno dei maggiori testi di riferimento nel confronto fra Antico e Moderno».
Ma come sarà l’opera di Blevio? «Nel mosaico campeggia un medaglione con il ritratto di Plinio – dice Alberti – che si rifà alla scultura posta nell’edicola sulla facciata del Duomo di Como accostata a quella di Plinio il Giovane, ha come sfondo il paesaggio lariano con in primo piano il getto di una fontana che increspa la superficie dell’acqua: un evidente riferimento alle sorgenti, ai corsi d’acqua del territorio lariano e alle acque del lago di Como. Simboleggia il concetto espresso da Plinio della Natura come vita universale, respiro del cosmo: “Parlo della Natura, cioè della vita”. È nella natura che l’uomo può trovare gli strumenti per migliorare la propria vita. Le regole per un corretto rapporto con la Natura sono insite nella Natura stessa, sta all’uomo scoprirle, e Plinio si è offerto come guida appassionata. Non si può che rimanere stupiti per l’incredibile attualità di queste parole scritte da Plinio il Vecchio duemila anni fa, nelle quali riconosciamo lo spirito ecologista che permea la realtà contemporanea. La tecnica è quella della ceramica invetriata, le colorazioni sono ottenute con smalti, cristalline e ossidi, le tessere sono modellate in argilla bianca refrattaria in differenti dimensioni e forme seguendo il disegno. Per accentuare l’effetto prospettico alcune parti in primo piano sono rese con un leggero rilievo, questo conferisce all’opera una valenza scultorea e la peculiare plasticità del bassorilievo. In alcune parti dell’opera è lasciato a vista lo sfondo costituito da collante cementizio bianco per esterni».

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