Amarcord comasco, i Pink Floyd nel racconto di Storm Thorgerson

concerto di Roger Waters

Tornano di attualità i Pink Floyd “comaschi” in un avvincente amarcord rock fra cimeli e incisioni da collezione. La band inglese infatti ha milioni di fan e tanti in Italia attendevano l’uscita nella lingua di Dante dell’autobiografia di Storm Thorgerson, il grafico delle loro copertine, il “quinto Floyd” cui si devono immagini geniali e iconiche come il prisma di Dark side of the moon e la mucca di Atom heart mother.
Ora il libro Mind over matter è uscito ed è una strenna di Natale per gli appassionati del gruppo e anche per chi ha il culto della grafica d’autore. Siamo ancora in attesa che i litigiosi superstiti della band permettano l’uscita della versione multicanale dell’album del 1977 Animals ma la band, da sempre sorniona, ha tempi lunghi anche ora che è ormai un fossile. Lasciamoli pure litigare, questi quasi ottuagenari che stanno per sparare le ultime cartucce di concerti in giro per il mondo (almeno Waters che torna in tour nel 2022 e il batterista Nick Mason, atteso sempre l’anno prossimo a Nichelino e a Lucca con la sua band psichedelica per rileggere il repertorio delle origini).
Il libro è una miniera di immagini, alcune inedite come la bozza bocciata per la copertina di Animals con un bimbo che scopre i genitori a letto a far l’amore. I collezionisti sanno che fin dagli anni ’60, e per almeno un paio di decenni molte versioni italiane delle copertine dei Floyd sono state stampate in riva al Lario. La stampa delle ormai storiche copertine dei 33 giri infatti era spesso opera di due tipografie comasche, le Grafiche Dotti di Cernobbio e la Grafica Centonze di Como. In quegli anni la Emi Italiana stampava i dischi nella sua stamperia a Caronno Pertusella, vicino Varese. Ed ecco entrare in gioco la Grafica Centonze di Como, artefice della stampa della copertina dell’antologia floydiana Masters of Rock: un titolo, un destino. Alle Grafiche Dotti si devono la stampa della confezione di Zabriskie Point, colonna sonora dell’omonimo film di Michelangelo Antonioni con brani del quartetto, e dell’acclamato Wish You Were Here nelle ristampe dal 1978. Le Grafiche Dotti compaiono anche nella quarta ristampa, quella del 1981, dell’album del 1977 Animals (numero di catalogo 3C 064-98 434).
Per gli incalliti le librerie riservano altre sorprese: è appena uscito di Mirko Boroni Pink Floyd a Brescia che  racconta i retroscena del live lombardo del 19 giugno 1971. Ma a far venire l’acquolina  è soprattutto  la superstrenna di Rizzoli Lizard. Si tratta dell’unico catalogo ragionato delle immagini ufficiali che hanno accompagnato la storia della band fondata da Syd Barrett. Se c’è un gruppo rock che ha costruito il proprio mondiale successo con un immaginario visivo identitario creato insieme alle canzoni e non limitato al packaging, sono appunto i Floyd.   Mind over matter  – con miniprefazione di David Gilmour, che ricorda con affetto e nostalgia Storm morto nel 2013 – rende giustizia a quello che il semiologo Gérard Genette chiama il “paratesto”, ossia tutto ciò che fa da casa e involucro a un elemento culturale. In primis, per i Floyd, appunto le varie edizioni delle  copertine, pagine di storia della musica non meno delle  canzoni che esse vestono: tutt’uno con il  mito. E dietro ogni soglia c’è una storia che Storm ricostruisce nel libro con l’aiuto di uno dei grafici che hanno proseguito sulle sue orme, ossia Peter Curzon degli Stormstudios. Thorgerson per e con i Pink Floyd nelle alterne fasi della loro vita produttiva  ha cucito addosso alle note una caleidoscopica girandola di immagini. Tenera e straziante è la pagina dedicata ai dischi solisti di Barrett  e al suo triste “deragliamento” mentale a fine anni Sessanta. Epica fu poi la nascita della copertina del disco della rinascita (per altri fu declino se non agonia) dei Floyd anni Ottanta, ossia A momentary lapse of reason che tra poco uscirà rimasterizzato: dopo l’insanabile conflitto col bassista Waters i superstiti Gilmour e Mason avevano bisogno di  convalescenza. Detto, fatto:  il tempestoso cervello visionario di Storm riempie con 700 letti da ospedale vittoriani    in ferro battuto  una spiaggia, e tutto per un solo scatto che costa un mare di soldi. Appena 35 sterline invece spese per immortalare la mucca di Atom. Entrata di diritto in molti libri di testo dell’arte grafica.

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