Asilo Sant’Elia, Soprintendenza in attesa

asilo d'infanzia Sant'Elia

Tesori del Razionalismo lariano, la Soprintendenza vigila, attende sviluppi e intanto pianifica con l’Ordine degli Architetti una serie di iniziative, ancora da calendarizzare, sul cruciale tema del restauro dell’architettura moderna di cui Como è museo all’aperto.
Chi non ha ancora finito di progettare, ad esempio per quanto riguarda l’Asilo Sant’Elia di Giuseppe Terragni in via Alciato, è il proprietario, ossia il Comune.
Lo scorso maggio si era svolto un summit tra la Soprintendenza e i settori comunali Opere pubbliche e Cultura per valutare quali e quanti interventi siano necessari all’asilo Sant’Elia di Como di via Alciato, simbolo del Razionalismo. Dopo i restauri contestati, i lavori che avrebbero dovuto restituirlo alla città erano rimasti in sospeso. Poi la nuova ondata pandemia e il blocco totale del cantiere, fermo tuttora. Affinché l’asilo possa riaprire e tornare ad accogliere i bambini sono necessari una serie di interventi, all’epoca si era parlato di 500mila euro.
«Non ci risultano novità sull’Asilo, so che il Comune sta tuttora lavorando per reperire le risorse per arrivare a un progetto generale sul monumento», dice l’architetto Maria Mimmo, funzionario responsabile di zona per la provincia di Como della Soprintendenza per la Lombardia (Area funzionale architettura e paesaggio) che ha sede a Palazzo Arese Litta in Corso Magenta a Milano. Che in maggio aveva con il Comune posto le basi di un programma organico di interventi che siano tesi al recupero dell’edificio, non solo nel senso della restituzione alla sua naturale attività scolastica ma anche per renderlo degno del ruolo di icona dell’architettura del Novecento quale esso è. La sfida è notevole perché si tratta di un edificio da leggere a più livelli, appunto come scuola, icona, polo del turismo culturale. «Un piano organico – ricorda Mimmo – è necessario per risolvere al meglio tutti i problemi della struttura di via Alciato. Il restauro del moderno è un grande tema per Como e l’Asilo può essere un laboratorio in tal senso. Altri edifici storici del Razionalismo come il Monumento ai Caduti sono sotto la nostra attenzione, so che si sta lavorando per un piano di sigillature per scongiurare le infiltrazioni nella cripta».
Un altro tema all’attenzione della Soprintendenza è l’ex centrale termica Santarella dell’ex Ticosa. «Il tema è un po’ la croce e delizia del dibattito sulle aree dismesse di Como. La teniamo monitorata come bene da noi vincolato – dice Mimmo – e contrariamente al Sant’Elia non abbiamo in arrivo progetti di restauro. Stiamo ancora aspettando che Como decida cosa farne. È uno di quei casi in cui trovare la destinazione d’uso di un monumento rende poi più facile ogni passaggio successivo».

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