Ancora 48 ore dentro lo “Stige”. Como nella morsa dell’afa

altPoi la tregua per la perturbazione che farà crollare di 10° le temperature
Ancora 48 ore di passione e poi potremo tirare un bel respiro di sollievo. La fantasia dei meteorologi si è scatenata sul fronte dell’Inferno dantesco e così dopo l’invasione del fronte di caldo chiamato “Caronte” abbiamo ora a che fare, sulla nostra pelle, con “Stige”, ossia un altro imponente anticiclone di origine africana che trasporta aria caldissima dall’entroterra marocchino verso il Mediterraneo e l’Europa.
La calura estiva cesserà di mordere tra domani e giovedì, stando

alle previsioni. Ma, per il momento, non c’è tregua. Anche Como è sotto assedio.
L’Italia intera, infatti, fronteggia giorni di caldo rovente, tanto che il ministero della Salute ha diramato un aggiornamento per aiutare a pianificare giorno per giorno la propria “strategia”. Confermato anche oggi il bollino rosso che segnala l’emergenza afa al Nord.
Per un po’ di refrigerio però, come detto, non dovremo aspettare poi molto: già da domani ci saranno le prime avvisaglie di un cambiamento che porterà a un clima più mite. Ma potrà anche generare temporali forti con grandinate. Fino ad allora, però, occorre rassegnarsi all’alta pressione dell’anticiclone nordafricano che occupa stabilmente il Nord Italia. E non solo durante il giorno, si soffre anche di notte. Questa terza ondata si caldo dell’estate secondo gli esperti è la più forte, ma forse sarà l’ultima. Con la perturbazione che passerà fra mercoledì e giovedì che farà crollare di 10° le temperature, nei giorni successivi e soprattutto nel prossimo weekend il caldo si attenuerà e anche il Ferragosto sarà all’insegna del clima estivo senza eccessi.
A Como, in questi giorni, le temperature massime sono state sempre ai di sopra dei 34-35 gradi, con umidità anche dell’80% che accresce la sensazione di afa: la temperatura percepita è così prossima ai 40. Per combattere il caldo torrido, chi non ha potuto lasciare la città cerca sollievo nelle piscine o sulle spiagge dei lidi. In massa i bambini giocano con le fontanelle del nuovo lungolago. Qualcuno si avventura a bagnarsi nel lago. Oppure c’è il classico giro nei centri commerciali refrigerati dall’aria condizionata.
I medici mettono in guardia contro gli sbalzi termici, veri responsabili della maggior parte dei malori. Passare di colpo dall’aria raffreddata di uffici, mense e bar all’afa della città è rischioso. I sintomi più comuni? Nausea, dissenteria, tremori e capogiri.
Sono in aumento le chiamate al 118. A chiedere aiuto sono per lo più anziani, spesso soli in casa, malati cronici e più in generale persone che hanno difficoltà a trovare il medico di base. I disturbi più frequenti denunciati dai cittadini sono cali di pressione e malori provocati dal gran caldo. Ma anche problemi provocati da una cattiva difesa contro l’afa. Molte persone, ad esempio, si sentono male dopo aver ingerito bibite ghiacciate. Per fortuna però né l’ospedale Sant’Anna di San Fermo né il nosocomio di via Dante a Como, il Valduce, segnalano particolari allarmi in queste ore per malori causati dal caldo. La situazioni nei due reparti di pronto soccorso è del tutto normale e il tasso di ricoveri è in linea con la media stagionale, senza fenomeni legati all’aumento delle temperature.

Nella foto:
Cittadini e villeggianti dietro al Tempio Voltiano di Como.

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