Anzani: «La vittoria agli Europei, ancora non me ne rendo conto»

Italia Campione Europa volley

«I valori della nostra squadra? Lavoro, sacrificio e resilienza». Parola di Simone Anzani, pallavolista comasco, fresco campione d’Europa. La vittoria domenica sera in una gara all’insegna delle emozioni contro la Slovenia, con un successo per 3-2 arrivato al tie-break.
Una squadra azzurra profondamente rinnovata, dopo l’inattesa eliminazione ai quarti delle Olimpiadi di Tokyo. L’Italia aveva la rosa con l’età media più giovane, con Anzani che con i suoi 29 anni era il “veterano” del gruppo.
Al rientro Simone ha raggiunto a Civitanova (città della sua squadra, la Lube), la compagna Carolina e la figlia Viola, di appena tre mesi. A Katowice, in Polonia, che ha ospitato la finalissima, lo avevano raggiunto i genitori e gli zii.
«Le chiamate e i messaggi sono tanti – spiega al telefono – ma sono quelle giornate che nella carriera di atleta si vorrebbe sempre vivere».
Già nel 2015 Anzani aveva vinto un Europeo, eppure ammette: «Non riesco ancora a rendermi conto di quello che abbiamo fatto. Magari tra qualche ora avrò maggiore consapevolezza. Sarà la stanchezza, visto che domenica notte non abbiamo dormito e poi siamo partiti subito per l’Italia».
Una Nazionale di pallavolo che ha fatto innamorare il grande pubblico: ben 3.408.156 gli spettatori che hanno seguito su Rai 3 la finale contro la Slovenia (con share del 15,84%). Numeri grazie ai quali – spiega una nota della Federazione – la partita degli azzurri risulta la trasmissione più vista della prima serata televisiva di domenica. «Mi fa molto piacere – sostiene il campione comasco – È bello che la la gente si appassioni di tutti gli sport e segua altre discipline, al di là del “solito” calcio».
Come detto, Simone Anzani è considerato un “veterano”. Di acqua sotto i ponti ne è passata, dai suoi esordi alla Polisportiva Intercomunale di Solbiate con Cagno. Inizialmente giocava a calcio, poi la decisione di passare alla pallavolo, premiata dai risultati. «È vero – si sente una risata dall’altra parte del telefono – Ormai sono abituato a sentirmi dire che sono vecchio. Ma in realtà uno dei punti di forza della nostra squadra è stata la capacità di ognuno di saper dare il meglio quando è stato chiamato in causa, al di là della sua esperienza. Tutti insieme abbiamo lavorato e ci siamo sacrificati fianco a fianco, nel percorso che ci ha portato alla vittoria finale».
«Anche nelle fasi difficili ci siamo compattati – conclude Simone Anzani – soprattutto nella finale, quando la situazione sembrava compromessa. C’è stato un momento in cui alla Slovenia andava tutto bene mentre noi non riuscivamo a fare punti. Lì, onestamente, ho pensato che vincere sarebbe stato molto difficile. Invece abbiamo saputo reagire tutti assieme e abbiamo raggiunto questo grande obiettivo».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.