Area Ticosa, verso una commissione d’inchiesta

Como, area Ticosa

Una commissione di inchiesta per capire cosa sia realmente accaduto nel bando per la bonifica della “Cella 3” nell’area ex Ticosa di Como. La richiesta arriva dalle opposizioni in Comune, pronte a presentare il documento per l’istituzione di un tavolo. L’obiettivo è fare chiarezza sulla vicenda, capire perché siano stati commessi gli errori e soprattutto acclararne le responsabilità. La proposta arriva da quasi tutte le forze di opposizione, eccezion fatta per Civitas: la lista non parteciperà al voto e chiede che la politica faccia un passo indietro sulla gara in quanto «ogni azione basata su reazioni emotive o di opportunismo potrebbe solo recare ulteriore danno».
Intanto proseguono le adesioni alla mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore all’Ambiente Marco Galli, proposta da Alessandro Rapinese. Il Partito Democratico e Svolta Civica sosterranno il documento. Nei giorni scorsi il consigliere regionale Angelo Orsenigo ha chiesto l’intervento di Regione affinché la Ticosa venga commissariata, come è avvenuto per le paratie. Tra minoranze compatte e scontenti della maggioranza, l’obiettivo del 50% dei voti più uno necessari per far passare la mozione potrebbe non essere lontano. Sfiducia che, naturalmente, non avrebbe alcun effetto immediato, visto che l’eventuale rimozione di un assessore spetta soltanto al sindaco, Mario Landriscina. Il titolare della delega all’Ambiente intanto risponde con un secco, e forse imposto, «no comment» alla richiesta di chiarimenti sul caso.
La politica si trincera dietro un silenzio assordante e gli uffici tecnici che hanno gestito l’affaire Ticosa, ossia il settore Appalti e quello Ambiente del Comune di Como, lasciano alla politica il compito di intervenite. Una situazione che agli occhi dei cittadini diventa ogni giorno che passa sempre meno chiara.
«Si tratta di questioni molto sottili e delicate», spiega la direttrice del Settore Tutela dell’Ambiente del Comune di Como, Rossana Tosetti. «Sulle responsabilità è stato alzato un inutile polverone, tanto rumore per nulla – aggiunge – Il settore Ambiente si è occupato del progetto tecnico e non della gara. Sulla vicenda ci sono versioni differenti».
Una frase che lascia intendere come la questione che riguarda il pasticcio del bando sulla bonifica Ticosa sia davvero delicata e che prima di indicare un eventuale responsabile di quanto accaduto il Comune stia attentamente valutando le verifiche in corso per accertare cosa sia realmente accaduto. Intanto a pagare il conto è ancora una volta la città di Como, con un’area dismessa che attenda ormai da troppo tempo di essere valorizzata.

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