Ascolti, anno record per Espansione Tv. Terza in Lombardia e tra le prime sei emittenti regionali in Italia

Etg Espansione Tv

È ancora possibile fare televisione partendo dal territorio? La domanda non è banale né scontata, soprattutto da quando la moltiplicazione dell’offerta digitale e satellitare ha di fatto riempito ogni singolo istante del giorno e della notte.
I dati Auditel dicono di sì. È ancora possibile raccontare il locale. Anche se sono finiti i tempi eroici in cui gli artigiani della notizia, dopo essersi caricati sulle spalle pesanti telecamere, prendevano di petto i fatti con una certa dose d’incoscienza.
La tv locale è ormai crocevia di professionalità, esperienze e innovazione tecnologica. E continua a vivere perché sta al passo con i tempi pur non rinunciando al suo tratto più peculiare: essere vicina al telespettatore.
«Il telecomando fa un po’ meno paura perché siamo in grado ogni giorno non soltanto di entrare nelle case, ma di accompagnare le persone nella loro realtà quotidiana – dice Mario Rapisarda, direttore delle news di Espansione Tv – la tv locale è una sorta di filiera breve dell’informazione, la sua efficacia è tanto maggiore quanto più solido e continuo è il rapporto con il territorio».
I dati, si diceva. In settimana Auditel, la società che certifica gli ascolti delle emittenti italiane, ha pubblicato i numeri relativi al 2018. E in base a questi numeri, Espansione Tv è oggi la terza televisione lombarda e tra le prime sei emittenti regionali di tutta Italia. Per gli studi di via Sant’Abbondio il 2018 è stato un anno particolarmente importante, visto che hanno consolidato prima la loro base di telespettatori e conquistato poi la fiducia di nuovi ascoltatori. Un gradimento diffuso su tutto il palinsesto: sia nella parte legata all’intrattenimento, sia nelle ore dedicate all’informazione.
Rubriche, film e programmi da un lato e telegiornali, approfondimenti, talk show e trasmissioni in diretta dall’altro, hanno ribadito la capacità dell’emittente comasca di sintonizzarsi con gli interessi e le attese del pubblico. «Etv si conferma, nel 2018, la terza televisione locale in Lombardia e, con oltre 310mila telespettatori al giorno, tra le prime sei televisioni regionali italiane – dice Alberto Stefani, amministratore dell’emittente comasca – Nell’anno appena trascorso, infatti, Etv è stata vista da 6.523.256 lombardi. Accogliamo con soddisfazione questo forte segnale del pubblico. È un grande stimolo che ci spinge a continuare a crescere con l’obiettivo di fare una televisione sempre più vicina alla gente».
Nel palinsesto della tv lariana sono ormai appuntamenti consolidati e amati dal pubblico trasmissioni come Angoli, preserale condotto da Dolores Longhi o rubriche quali SuperTube e Presa Diretta. «Raccontiamo la realtà non soltanto attraverso l’informazione, ma anche tramite trasmissioni di costume e società – dice Carlo Nicolella, direttore dei programmi di Etv – Diamo poi grande attenzione pure alla scelta dei film, che i nostri telespettatori dimostrano di gradire ogni anno di più».
La concorrenza televisiva è enorme, l’offerta talmente vasta che qualche volta si fatica a credere che le tv locali possano in qualche modo trovare spazio nelle scelte del pubblico. Eppure avviene. Grazie, quasi certamente, alla capacità di “stare” nella vita delle persone, di raccontarne il vissuto.
In questo senso, ad esempio, la scelta fatta da Etv di investire sull’informazione – che sul finire del 2017 si è arricchita di una nuova edizione del telegiornale alle 12.30 – si è rivelata vincente.
«È un messaggio entusiasmante – dice ancora Mario Rapisarda – La fiducia delle migliaia di telespettatori che ogni giorno seguono il nostro tg e i nostri approfondimenti delinea in modo sempre più chiaro il ruolo della tv del territorio».
Aprire il telefono, far interagire le persone in diretta e senza filtri, è stata per Etv sempre una carta vincente.
«Abbiamo sperimentato la logica dei social prima che questi invadessero la Rete – conclude Rapisarda – quella della nostra televisione è una vera e propria agorà nella quale ciascuno può esprimersi liberamente e sentirsi protagonista. Senza però gli eccessi distorsivi del web. E con un primato – la notizia vera e verificata – che non è mai venuto meno».

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