Asilo Sant’Elia sotto la lente dei sopralluoghi

asilo d'infanzia Sant'Elia

Palazzo Arese-Litta in corso Magenta 24 a Milano, dove hanno sede i funzionari della Soprintendenza lombarda, attende da Como la convocazione di Palazzo Cernezzi per un sopralluogo in via Alciato. Questo è in sintesi lo scenario del caso Asilo Sant’Elia a tutt’oggi. Sabato scorso è scoppiata la polemica sui lavori in corso nel monumento di via Alciato, insigne opera architettonica razionalista di Giuseppe Terragni.
Attilio Terragni, pronipote dell’artefice del monumento, è intervenuto su Facebook, rivolgendosi direttamente all’assessore ai Lavori pubblici di Como, Vincenzo Bella, sollevando critiche nei confronti dell’intervento e postando una foto di un vetro graffiato. Un altro architetto comasco si è già rivolto alla Soprintendenza, come ha annunciato di fare anche Terragni nella giornata di domani, aprendo il caso della manutenzione dello storico Asilo. È Paolo Brambilla, che abita di fronte all’Asilo, e oltre a far parte del direttivo dell’Archivio Cattaneo di Cernobbio che tutela la memoria del razionalista Cesare Cattaneo, svolge da anni una ricerca sul Razionalismo. L’anno scorso con Roberta Lietti ha curato in Pinacoteca la mostra Giuseppe Terragni per i bambini – L’Asilo Sant’Elia. Tra le sue critiche, una è rivolta al colore della tinteggiatura in corso, che stravolgerebbe l’esito cromatico dell’insieme.
Ieri l’assessore all’Edilizia pubblica di Palazzo Cernezzi, Vincenzo Bella, ha preferito non commentare gli esposti dei due architetti facendo però sapere che ha in corso un sopralluogo (compiuto in effetti ieri mattina) e contatti con la Soprintendenza milanese per una ulteriore verifica in cantiere.
Da parte sua la soprintendente Maria Mimmo, architetto responsabile per i beni culturali tutelati sul Lario, ieri ha precisato al nostro giornale di attendere a sua volta che il Comune di Como compia i dovuti accertamenti dopo le segnalazioni dei professionisti, prima di poter concordare un sopralluogo.
«Sono già stata a Como 15 giorni fa – ha detto – e mi sono stati mostrati i campioni dei colori. Noi abbiamo autorizzato l’intervento, ma non siamo la direzione lavori. Attendo che il Comune ci faccia un resoconto dettagliato sullo stato di fatto del cantiere di via Alciato».
Intanto in città è nato un movimento di opinione fortemente critico nei confronti dell’intervento di restauro. È stato contattato Francesco Dal Co, direttore della storica rivista di architettura “Casabella” – che nel 1940 segnalò l’edificio come caposaldo della moderna architettura fascista – ed è ai nastri di partenza una raccolta di firme a livello internazionale cui ha già informalmente aderito l’Accademia di Architettura di Mendrisio.

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