Assunzioni scolastiche, serve Mago Merlino

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

Il sistema scolastico italiano ha un problema non piccolo da almeno dalla fine degli anni Novanta ed è la difficoltà di riempire le cattedre per tempo e con personale qualificato. Nonostante la buona volontà che sembra animare il ministro Bianchi, il quale aveva promesso la copertura di tutte le cattedre già per l’inizio dell’anno scolastico e sembrava avesse fatto tutte le mosse giuste per riuscirci, dopo un iniziale ottimismo e l’arrivo di una bella ondata di docenti di nomina ministeriale, il meccanismo si è nuovamente inceppato.

Le nomine dagli altri livelli procedono con la lentezza del bradipo come sempre.

Sistemi informatici che si inceppano, persone che devono essere chiamate, e soprattutto trovate, a mille chilometri di distanza, in una sorta di rincorsa al rigore amministrativo che poi si traduce nell’assunzione, temporanea, del primo che accetta.

Senza nessuna selezione né conoscenza professionale del soggetto, se non quella di sapere qual è il suo titolo di studio, requisito fondamentale ma non certo l’unico necessario per insegnare, soprattutto all’altezza delle richieste del tempo che viviamo.

Così, dopo averle provate tutte o quasi, siamo ancora nella situazione classica, cioè cattedre vuote e professori che mancano al Nord e insegnanti al Sud.

Non si può nemmeno più dire al Centro Sud, perché pare che manchino anche a Roma. Insomma è un film già visto troppe volte perché il sistema scolastico sembra essere diventato, per quanto riguarda la gestione del personale, sono un pezzo dell’enorme apparato della pubblica amministrazione, nel quale si cerca di migliorare la propria posizione personale senza tenere conto della delicatezza del sistema nel quale ci si muove.

Intendiamoci, molti insegnanti, anche se arrivano come pacchi postali sparati in tutta la penisola, non solo sono bravi ma hanno assolutamente chiaro che il loro è un compito difficile per svolgere il quale occorre essere dei seri professionisti.

Il fatto che è che costoro, bravi insegnanti, seri e stimati, non possono essere confermati, e se lo sono, è solo per una serie di circostanze che nulla c’entrano con la qualità del loro lavoro; infatti, dal punto di vista dei diritti, sono assolutamente allo stesso livello di chi sceglie una provincia con un aeroporto per potere tornare a casa tutti week end, e a volte fermarsi lì e basta.

Com’è noto Como non ha l’aeroporto e qui non ci vuole venire nessuno. Non è bello e nemmeno normale. 

Qualcosa non ha funzionato si dice, algoritmi, Gps o altro. Ogni volta non funziona qualcosa, invece quello che non va è proprio l’intero sistema di assunzione: ormai ha un livello di complessità che nemmeno Mago Merlino ci riuscirebbe.

L’Associazione presidi chiede la chiamata da parte delle scuole.

Il capo del sindacato Gilda gli risponde che è incostituzionale, e così pensa di chiudere la storia, ma il problema resta.

Pensiamo pure a come tutelare i lavoratori  ma alla fine, prima o poi, andrà cambiata anche la norma della Costituzione che stabilisce l’assunzione per concorso la quale non ha impedito comunque,  fino ad ora, di assumere la maggior parte dei docenti senza.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.