Ats Insubria: «Si è fermata la discesa dei contagi»

covid Como

«Siamo in una pericolosa fase di stallo». Il direttore sanitario di Ats Insubria Giuseppe Catanoso è categorico nel lanciare un allarme ben preciso. «Dalle ultime rilevazioni emerge come il trend in discesa, nelle scorse settimane, dei nuovi contagi si è arrestato bruscamente e non tende a variare. Si tratta purtroppo di una situazione potenzialmente rischiosa. Non possiamo permetterci infatti che i contagi, per un qualunque motivo, inizino a risalire». Una sottolineatura fondamentale in un momento molto delicato come quello attuale caratterizzato dall’avvio, seppur con molte incertezza e rallentamenti, della campagna vaccinale anti Covid. «Sarà decisivo prestare la massima attenzione. Penso innanzitutto alle scuole superiori che sono tornate in presenza. Penso alla naturale tendenza dei ragazzi a riunirsi e fare assembramenti. Dobbiamo stare attenti, non possiamo assolutamente far risalire la curva dei positivi in un momento in cui si lotta per vaccinare il maggior numero possibile di persone. Si creerebbe un cortocircuito pericoloso», spiega sempre Catanoso.
I numeri, forniti ieri da Ats Insubria, illustrano infatti come da venerdì 22 a giovedì 28 gennaio sono 1.060 i nuovi positivi a Como (nel solo territorio dell’Ats Insubria), con un tasso di positività dei tamponi superiore al 18%. I test eseguiti nella settimana di riferimento sono 12.679. Nella settimana precedente invece, a fronte di un numero di tamponi pressoché uguale, i positivi erano 1.076. Un calo di soli 16 casi giudicato molto rischioso, secondo i rilievi, dai vertici di Ats che hanno dunque voluto richiamare alla massima attenzione ancor di più in questa fase iniziale della campagna vaccinale, che deve progredire e entrare sempre di più nel vivo. «Quindi è necessario essere molto cauti e poi si dovrà, con l’avanzare delle diverse farsi previste dalla campagna apposita, vaccinarsi. Solo così ci si protegge, altrimenti rischiamo di aumentare le varianti e non raggiungere l’immunità di gregge», aggiunge il direttore sanitario. L’appello dell’Ats Insubria è dunque rivolto soprattutto ai giovani. «Prestate attenzione al distanziamento, evitando assembramenti – ha sottolineato anche il direttore del Dipartimento di igiene e sanità pubblica, Paolo Bulgheroni – all’uso corretto della mascherina e all’igiene delle mani». E anche i numeri relativi al mondo scolastico non sono incoraggianti. Alla data del 24 gennaio, ultimo rilevamento messo a disposizione e dunque eseguito prima che riaprissero gli istituti superiori, in provincia di Como c’erano 334 alunni delle scuole dell’infanzia e degli asili nido in quarantena (erano 194 il 17 gennaio), mentre altri 385 tra primarie e istituti secondari di primo grado erano in isolamento. Complessivamente inoltre si contano anche 75 operatori scolastici sottoposti a restrizioni contro i 47 della scorsa rilevazione che si riferiva al periodo tra l’11 e il 17 gennaio. L’auspicio di Ats è che la riapertura delle superiori non spinga nuovamente verso l’alto i contagi.

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